Obbligazioni – Variazioni contenute per i tassi europei

Tassi poco mossi in Europa con gli operatori che restano intenti i valutare i segnali provenienti dai dati macro e dall’impatto dell’inflazione, in attesa della nomina del prossimo presidente della Federal Reserve.

Listini continentali incerti con il Ftse Mib che oscilla intorno alla parità.

I mercati continuano a valutare come i policy maker reagiranno di fronte all’elevata inflazione, ritenuta transitoria, anche se alcuni ex funzionari della Fed hanno avvertito che è necessario un approccio più aggressivo per frenare le crescenti pressioni sui prezzi.

Sale intanto l’attesa per il nome del prossimo numero della banca centrale americana, posizione per la quale i candidati sono l’attuale chairman Jerome Powell, il cui mandato scade a febbraio, e il governatore Lael Brainard.

Volgendo invece lo sguardo sull’Italia, intanto, ad ottobre il dato finale dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo evidenzia un aumento del 3,2% su base annuale, dato lievemente superiore al consensus e alla stima preliminare (entrambi +3,1%).

Il rendimento del Btp decennale è sostanzialmente stabile allo 0,97% con uno spread invariato a 121 punti.

Oltreoceano il tasso del T-Bond aumenta all’1,61% (+3 bp) mentre sul forex il cambio euro/dollaro ridiscende sotto quota 1,135.