Mercati – Wall Street rallenta, finale negativo per l’Europa e Milano (-0,6%)

Chiusura in calo per le borse europee, frenate dal rallentamento di Wall Street, nella prima seduta di una settimana chiave per la politica monetaria. A Piazza Affari il Ftse Mib termina gli scambi in flessione dello 0,6% a 26.551 punti, debole come il Ftse 100 di Londra (-0,8%), il Cac 40 di Parigi (-0,7%) e l’Ibex 35 di Madrid (-0,5%), mentre chiude sostanzialmente invariato il Dax di Francoforte. Oltreoceano viaggiano negativi Dow Jones (-0,8%), S&P500 (-0,7%) e Nasdaq (-1,1%), dopo aver aperto con ribassi più contenuti.

Nei prossimi giorni l’attenzione si focalizzerà sulle riunioni delle banche centrali, in particolare quella della Fed. Mercoledì l’istituto di Washington potrebbe annunciare un’accelerazione nel ritiro degli stimoli e aprire ad un rialzo dei tassi di interesse nel 2022 per contrastare le pressioni inflazionistiche, specialmente dopo i dati sui prezzi al consumo ai massimi da quasi 40 anni.

Successivamente si riuniranno anche la Bce e la Bank of England, con quest’ultima meno propensa ad aumentare il costo del denaro alla luce della nuova ondata di contagi che sta investendo il Regno Unito e che potrebbe spingere il governo britannico a chiudere di nuovo le scuole.

In generale, la diffusione della variante Omicron ha alimentato le incertezze in merito all’impatto della pandemia sulla ripresa, incrementando la volatilità sui mercati nel mese di dicembre, anche se gli ultimi dati sulla pericolosità del nuovo ceppo sembrano piuttosto rassicuranti.

In una giornata scarna di appuntamenti macroeconomici rilevanti, sul Forex l’euro/dollaro si riporta a 1,129 mentre il cambio fra biglietto verde e yen si fissa a 113,4.

Tra le materie prime perdono terreno le quotazioni del greggio, con il Brent (-0,6%) a 74,7 dollari e il Wti (-0,8%) a 71,1 dollari.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce a 129 punti base, con il rendimento del decennale italiano in calo allo 0,91%.

Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate gli acquisti premiano soprattutto Recordati (+1,5%), Inwit (+0,7%) e Banca Generali (+0,6%). Arretrano invece Eni (-1,5%), Leonardo (-1,8%) ed Exor (-2,5%).