Le borse europee dovrebbero iniziare la seduta sopra la parità, mentre resta sotto pressione il mercato obbligazionario in scia alla prospettiva di una politica monetaria meno accomodante, in attesa dei dati sull’inflazione Usa in uscita giovedì.
Chiusura debole ieri a Wall Street, con i principali indici americani che hanno tentato una nuova accelerazione salvo poi rallentare nel finale, appesantiti dal settore tecnologico. Il Nasdaq ha perso lo 0,6% e lo S&P 500 lo 0,4%, mentre il Dow Jones ha resistito sulla parità.
Tra i mercati asiatici, stamane, Tokyo ha terminato poco sopra la parità dello 0,1%, mentre Shanghai avanza dello 0,7% e Hong Kong lascia sul terreno un punto percentuale.
Gli investitori attendono il report sui prezzi al consumo Usa in uscita nei prossimi giorni, che dovrebbe confermare un’inflazione elevata e che potrebbe portare ulteriore volatilità sui mercati, in vista di un ciclo di strette monetarie da parte della Federal Reserve.
La prospettiva di un’azione più aggressiva da parte delle banche centrali nel ritirare gli stimoli monetari ha innervosito il comparto del reddito fisso, con diversi operatori che prevedono che il rendimento del decennale americano possa presto raggiungere il 2%.
In Europa, il presidente della Bce, Christine Lagarde, ha rassicurato sulla cautela che verrà utilizzata nell’alzare il costo del denaro, ricordando che buona parte dell’attuale inflazione elevata è riconducibile al rincaro dell’energia.
Gli analisti concordano però con il membro olandese del board, Klass Knut, sulla possibilità di due rialzi dei tassi entro primavere 2023, mentre Goldman Sachs ipotizza due strette entro dicembre.
Sullo sfondo restano le questioni geopolitiche relative alla crisi ucraina, con un flusso di tentativi diplomatici dei leader di Francia, Russia, Stati Uniti e Germania per cercare di allentare le tensioni.
Per quanto riguarda l’azionario, l’agenda di oggi prevede i Consigli di amministrazione per l’approvazione dei risultati di Banco Bpm, Bper, Cnh e Iveco.