I futures sull’azionario Usa scambiano in rosso, preannunciando una partenza negativa a Wall Street dopo i dati sull’inflazione di gennaio superiori alle attese.
Giornata negativa quella di ieri a Wall Street dopo la pubblicazione del tasso di inflazione del mese di gennaio che è aumentato fino al 7,5%. In particolare ad aumentare è stato quello “core”, depurato delle componenti più volatili di cibo ed energia, che si è attestato al 6%, il livello più elevato degli ultimi 40 anni.
Il bilancio della seduta di ieri ha registrato un calo del 2,1% del Nasdaq, mentre lo S&P500 e il Dow Jones hanno perso rispettivamente l’1,8% e l’1,5%.
Numeri che alimentano le aspettative degli investitori riguardo una possibile stretta più severa del previsto della politica monetaria della FED. Gli analisti prevedono un primo ritocco fino a 50 punti base nel meeting di marzo e fino a un punto percentuale nelle quattro riunioni successive.
James Bullard, presidente della Federal Reserve di St. Louis e componente con diritto di voto del Fomc, ha detto non soltanto di essere favorevole a un rialzo dei tassi d’interesse di 50 punti base a marzo, ma di un intero punto percentuale entro l’inizio di luglio, in risposta all’andamento dell’indice dei prezzi. Una mossa del genere da parte dell’istituto Usa provocherebbe probabilmente una reazione anche da parte della BCE.
Dopo l’intervento di Bullard, gli economisti di Goldman Sachs hanno aggiornato le proprie proiezioni sui tassi Fed, stimando sette aumenti nel corso dell’anno ma non un aumento dello 0,5%.
Secondo la banca d’affari, la Fed aumenterà i fondi federali di 25 punti base in ognuna della sette riunioni del Federal Open Market Committee, ma per quanto “sia plausibile un aumento di 50 punti base a marzo, la maggior parte dei funzionari della Fed che hanno commentato si sono opposti all’idea”.
Di pensiero diverso gli analisti di Citigroup, secondo cui l’IPC core di gennaio ha indicato che” l’inflazione sostenuta si aggira intorno al 6%”, e la Fed aumenterà i tassi “di 50 punti base a marzo, seguito di quattro aumenti di 25 punti base a maggio, giugno, settembre e dicembre”. Se la Fed dovesse seguire le previsioni degli economisti, i fed funds potrebbero toccare un intervallo dell’1,5%/1,75% a fine anno.
In questo quadro i rendimenti continuano a registrare nuovi massimi, con il rendimento del Treasury che resta prossimo al 2%.
Sale la tensione tra Occidente e Russia sull’Ucraina e i prezzi del greggio virano al rialzo con l’Aie che ammonisce l’Opec+. A gennaio i due benchmark del greggio hanno raggiunto nuovi massimi dal 2014.
Nel mentre il presidente americano, Joe Biden, ha avvertito i cittadini statunitensi di lasciare immediatamente l’Ucraina poiché le tensioni con la Russia sulla sua attività militare al confine con il Paese continuano a intensificarsi. Mosca ha, infatti, tenuto esercitazioni militari in Bielorussia e sul Mar Nero.

























