Forti ribassi per le borse del Vecchio Continente, appesantite dalle tensioni in Ucraina nonostante le trattative diplomatiche che coinvolgono Russia, Stati Uniti e UE. A Piazza Affari il Ftse Mib arretra del 3,2% in area 26.120 punti, in calo come il Cac 40 di Parigi (-3,3%), il Dax di Francoforte (-3,1%), l’Ibex 35 di Madrid (-2,7%) e il Ftse 100 di Londra (-1,9%). Ribassi tra lo 0,6% e l’1% per i derivati su Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq, reduci da perdite anche nella seduta di venerdì.
Gli operatori monitorano l’escalation di tensioni in Ucraina, che hanno aggiunto incertezza ad un contesto già condizionato dall’elevata inflazione e la prospettiva di un minor supporto dalle banche centrali.
Dopo le ultime indicazioni provenienti dai dati macro e dagli ufficiali della Fed, gli operatori si attendono un ciclo aggressivo di rialzi dei tassi di interesse e una riduzione del bilancio da parte dell’istituto di Washington per contrastare le pressioni sui prezzi.
Approccio più cauto per la Bce, ma un peggioramento della situazione in Ucraina potrebbe alimentare i rincari e spingere ulteriormente l’inflazione in caso di interruzione delle forniture di energia russa e grano ucraino.
Intanto i ministri delle Finanze del G7 hanno fatto sapere di essere pronti a imporre “entro brevissimo tempo” sanzioni economiche e finanziarie con “conseguenze massicce e immediate sull’economia russa” in caso di aggressione militare contro l’Ucraina.
Con riferimento alla politica monetaria, nei prossimi giorni l’attenzione si sposterà sulle minute del Fomc e gli interventi di alcuni esponenti della banca centrale americana, mentre oggi è previsto uno speech di Christine Lagarde, numero uno della Bce.
Sul Forex l’euro/dollaro arretra a 1,131 mentre il cambio fra biglietto verde e yen scivola a 115,15, con la valuta giapponese favorita dallo status di bene rifugio.
Tra le materie prime rallenta la corsa delle quotazioni del greggio, che ha raggiunto i livelli del 2014, con il Brent (+0,2%) a 94,7 dollari e il Wti (+0,25%) a 93,3 dollari.
Sull’obbligazionario, infine, lo spread Btp Bund sale in area 168 punti base, con il rendimento del decennale italiano all’1,9%, ma ad ampliare il divario è la maggior discesa del tasso sul Bund, asset prediletto dagli investitori in un clima di incertezza.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate le vendite investono soprattutto Cnh (-5,1%), Azimut (-5,1%), Bper (-5%) e Unicredit (-4,8%), mentre viaggiano in controtendenza Snam (+1,5%), sostenuta dall’aumento dei prezzi del gas, e Saipem (+0,2%).























