Mercati Usa – Previsto avvio negativo tra crisi Ucraina e prospettiva rialzo tassi

I futures sull’azionario Usa cedono lo 0,4-0,6%, preannunciando una partenza negativa a Wall Street con gli operatori sempre intenti a valutare l’evoluzione della situazione in Ucraina e l’impatto dell’elevata inflazione sulla politica delle banche centrali.

Ieri i principali indici americani hanno chiuso poco mossi, in un’altra sessione volatile in cui sono però riusciti a ridurre le perdite dopo la diffusione delle minute della Fed. Il Dow Jones ha perso lo 0,2% e il Nasdaq lo 0,1%, mentre lo S&P 500 è salito dello 0,1%.

Dai verbali dell’ultima riunione del Fomc è emerso che gli ufficiali inizieranno presto ad alzare i tassi di interesse e continueranno a monitorare l’andamento dell’inflazione per valutare una stretta monetaria più aggressiva.

Gli investitori si attendono un rialzo complessivo di 150 punti base nel 2022 da parte dell’istituto di Washington, rispetto ai 75 punti base di poche settimane fa, mentre non sono emersi nuovi dettagli sui piani per l’inizio della riduzione del bilancio della Fed.

I timori riguardano il rischio che l’uscita dall’era pandemica di ingenti stimoli monetari possa rallentare la crescita dell’economia e innescare maggiori turbolenze tra le diverse asset class, alimentando la volatilità sui mercati.

Gli operatori continuano a monitorare, inoltre, la crisi Ucraina sperando in una soluzione diplomatica, anche se non è chiaro se il Cremlino stia effettivamente ritirando le truppe dal confine.

Il Ministero degli Esteri russo ha smentito l’affermazione di Stati Uniti e Gran Bretagna, secondo cui il Cremlino avrebbe inviato altri 7.000 soldati sui confini, dove ci sarebbero già circa 150.000 militari.

Sul fronte macro, infine, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 248 mila unità, oltre le 218 mila previste dagli analisti e alle 225 mila della rilevazione precedente.

Per quanto riguarda l’azionario, nel premarket Nvidia cede circa il 2% dopo la diffusione dei conti, mentre Walmart e Cisco Systems avanzano rispettivamente de 2% e del 2,7% in scia alle trimestrali.