Mattinata incerta per le borse europee, in un contesto ancora condizionato dalle vicende in Ucraina e dalle prospettive di un ritiro degli stimoli monetari in risposta alle pressioni inflazionistiche.
Il Ftse Mib di Milano cede lo 0,2% in area 26.910 punti, debole come il Ftse 100 di Londra (-0,5%) e l’Ibex 35 di Madrid (-0,3%), mentre resistono sopra la parità il Cac 40 di Parigi (+0,4%) e il Dax di Francoforte (+0,2%).
In calo di circa mezzo punto percentuale i futures su Dow Jones, S&P500 e Nasdaq, che preannunciano una partenza sottotono per Wall Street all’indomani della diffusione delle minute della Fed.
Dai verbali è emerso che gli ufficiali inizieranno presto ad alzare i tassi di interesse e continueranno a monitorare l’andamento dell’inflazione per valutare una stretta monetaria più aggressiva. Gli operatori si attendono un rialzo del costo del denaro pari almeno a 150 punti base nel corso dell’anno, rispetto ai 75 di qualche mese fa, ma temono che la svolta restrittiva dell’istituto possa compromettere la crescita dell’economia e aumentare la volatilità sui mercati.
In Europa, la Bce ha diffuso il bollettino economico aggiornato, che indica una crescita contenuta nel primo trimestre seguita da una forte ripresa nel corso del 2022. I rischi a breve termine legati alle prospettive di inflazione sono orientati al rialzo e le pressioni sui prezzi sono destinate a durare più lungo del previsto, per poi attenuarsi nel 2023. In definitiva, resta più che mai necessario mantenere un approccio flessibile, tenendo aperte tutte le opzioni.
Sullo sfondo restano vive le tensioni geopolitiche, dopo che il Ministero degli Esteri russo ha smentito l’affermazione di Stati Uniti e Gran Bretagna, secondo cui il Cremlino avrebbe inviato altri 7.000 soldati sui confini, dove ci sarebbero già circa 150.000 militari. In programma oggi un incontro fra i leader europei per discutere la situazione, prima del vertice di sabato fra i Ministri degli Esteri del G7.
Dall’agenda macroeconomica sono giunti i dati sulla bilancia commerciale italiana di dicembre, che segnalano un export in calo dell’1,1% e importazioni in aumento del 7,5%. Attese nel pomeriggio le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Usa.
Sul Forex euro/dollaro si mantiene a 1,137 mentre il cambio fra biglietto verde e yen arretra a 115,1. Tra le materie prime scambiano in ribasso le quotazioni del greggio con il Brent (-1,7%) a 93,2 dollari e il Wti (-1,9%) a 91,9 dollari, con focus sul possibile ritorno dell’export iraniano laddove le trattative diplomatiche consentano di pervenire a un accordo sul nucleare.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si contrae a 160 punti base, con il rendimento del decennale italiano in calo all’1,87%.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate avanzano soprattutto Moncler (+2,2%), Ferrari (+1,5%) e Pirelli (+1,5%) mentre arretrano Bper (-1,5%), Tenaris (-1,6%) dopo la trimestrale e Saipem (-1,6%).
























