Mercati – Si aggravano le perdite, Milano (-4,2%) in profondo rosso con gli eurolistini

Le borse europee peggiorano ulteriormente nel corso della mattinata, affossate dai venti di guerra in Ucraina. A Piazza Affari il Ftse Mib crolla del 4,2% in area 24.860 punti, sui minimi dal luglio 2021. Forti perdite anche per il Dax di Francoforte (-4,5%), il Cac 40 di Parigi (-4,4%), l’Ibex 35 di Madrid (-3,8%) e il Ftse 100 di Londra (-3,0%).

Sprofonda la borsa di Mosca, con l’indice Rts denominato in dollari a -33%, mentre i futures sugli indici Dow Jones, S&P500 e Nasdaq scambiano in ribasso di circa 2 punti percentuali, preannunciando una partenza in netto calo anche per Wall Street.

L’attacco russo nel Donbass ordinato dal presidente Vladimir Putin per “smilitarizzare e denazificare” l’Ucraina ha innescato un clima di avversione al rischio sui mercati, penalizzando l’azionario in favore dei beni rifugio e facendo impennare le materie prime per i timori che il conflitto possa impattare sulle forniture energetiche russe.

Condanne unanimi dalle potenze occidentali, che si sono impegnate ad aumentare le sanzioni contro la Russia, malgrado Putin abbia annunciato conseguenze mai viste prima per chi interferirà.

L’escalation di tensioni ha spinto le quotazioni del Brent (+7,6% a 101,2 dollari) e del Wti (+8,0% a 99,5 dollari) sui massimi dal 2014 mentre l’oro torna a 1.970 dollari per la prima volta dal 2020.

Sul Forex l’euro/dollaro scivola a 1,118 mentre il cambio tra biglietto verde e yen è poco mosso a 114,7, con la valuta nipponica favorita dall’avversione al rischio.

Nel pomeriggio sono attesi i dati macroeconomici americani sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e la seconda lettura preliminare del Pil del quarto trimestre 2021, mentre in Italia il fatturato dell’industria a dicembre è diminuito del 2,1% su novembre e salito del 14,3% annuo. Domani è attesa una misura dell’inflazione statunitense attentamente monitorata dalla Fed per le sue decisioni di politica monetaria.

La situazione in Ucraina, infatti, ha momentaneamente messo da parte le incertezze relative alle prossime mosse della banca centrale americana, che a marzo avvierà con ogni probabilità un ciclo di rialzi dei tassi piuttosto aggressivo per contrastare le pressioni inflazionistiche.

Acquisti sull’obbligazionario, con il rendimento del T-Bond in calo di 12 punti base all’1,87% e quello del Bund di 9 bp allo 0,13%. Lo spread fra il decennale italiano e quello tedesco si amplia a 175 punti base, con il rendimento del Btp comunque in diminuzione all’1,88%.

Tornando a Piazza Affari, Saipem avanza dell’1,1% in scia al greggio dopo il crollo in avvio in scia ai risultati preliminari 2021 e alla revisione del Piano Strategico 2022-2025. Positiva anche Eni (+0,6%) mentre arretrano soprattutto Unicredit (-9,3%), Pirelli (-9,2%) all’indomani dei conti e Buzzi (-9%).