Partenza positiva a Wall Street, proseguendo il recupero iniziato ieri pur in un contesto in cui il conflitto in Ucraina e le sanzioni alla Russia hanno reso più incerto l’outlook per i mercati e per l’economia globale.
Dopo pochi minuti di scambi, il Dow Jones guadagna lo 0,8%, lo S&P 500 lo 0,7% e il Nasdaq lo 0,3%.
Il presidente Usa Joe Biden ha annunciato provvedimenti più severi ai danni di Mosca, promettendo di infliggere ingenti costi all’economia russa compromettendo la possibilità di effettuare attività in valuta straniera.
Un conflitto prolungato potrebbe comportare un duro colpo per i mercati globali e rallentare il percorso di normalizzazione della politica monetaria delle banche centrali atteso per quest’anno.
Allo stesso tempo, però, i rincari di energia e commodity come metallo e grano, di cui Russia e Ucraina sono grandi esportatori, potrebbero alimentare ulteriormente un’inflazione già elevata, aumentando le pressioni sugli istituti monetari ad agire più rapidamente.
Per quanto riguarda la Federal Reserve, le attese degli operatori rimangono per l’inizio di un ciclo di rialzi dei tassi di interesse a partire da marzo, per un totale di sei strette da 25 punti base ciascuna quest’anno.
Intanto sul Forex il biglietto verde rifiata nei confronti delle altre valute, con il cambio euro/dollaro risalito a 1,122 e il dollaro/yen stabile a 115,5. Tra le materie prime in ribasso le quotazioni del greggio, con il Brent (-1%) a 94,5 dollari e il Wti (-0,6%) a 92,2 dollari.
Nel comparto obbligazionario, infine, il rendimento del decennale americano risale all’1,98% e quello del biennale all’1,60%.
























