Mercati – Mattinata in rosso, focus su negoziati Russia-Ucraina e sanzioni contro Mosca

Borse europee e futures di Wall Street in netto calo, mentre avanzano materie prime e beni rifugio, in un clima sempre appesantito dal conflitto in Ucraina e dalle sanzioni dei Paesi occidentali nei confronti della Russia.

Il Ftse Mib di Milano arretra del 2,5% in area 25.120 punti, negativo come il Cac 40 di Parigi (-2,8%), il Dax di Francoforte (-2,4%), l’Ibex 35 di Madrid (-1,3%) e il Ftse 100 di Londra (-1,1%). Perdite intorno all’1,5% per i derivati su Dow Jones, S&P500 e Nasdaq, dopo la chiusura positiva di venerdì, quando gli operatori sembravano aver puntato su una rapida risoluzione delle ostilità.

Riflettori puntati sui colloqui tra Russia e Ucraina al confine con la Bielorussia, nel quale Kiev chiede il cessate il fuoco, mentre il premier Zelensky ha richiesto l’ammissione immediata all’Unione Europea.

Nel frattempo, l’Occidente ha inasprito i provvedimenti contro Mosca, isolando ulteriormente la Russia dalla finanza globale e mettendo sotto pressione le banche del Paese escluse dal sistema di pagamenti internazionale Swift. Crolla in particolare Sberbank (-69%) dopo che la Bce ha dichiarato in fallimento o a rischio default la sua divisione europea.

Il conflitto minaccia di alimentare ulteriormente l’inflazione, impedendo i flussi di risorse chiave come grano, gas naturale, petrolio e metalli ed esacerbando le pressioni sui prezzi che stavano già rallentando l’economia globale.

Dinamica che aumenta gli interrogativi sulle prossime mosse delle banche centrali, in particolare della Federal Reserve. L’istituto avvierà a marzo un ciclo di rialzi dei tassi per contenere le spinte inflazionistiche, ma sembra da escludere una strategia troppo aggressiva che potrebbe ulteriormente compromettere la ripresa.

Sul Forex, l’euro/dollaro arretra a 1,119 con la moneta unica frenata dalle possibili conseguenze delle tensioni e dal taglio delle forniture energetiche russe sulla crescita dell’area euro. Poco mosso il cambio fra biglietto verde e yen in area 115,6.

Crolla il rublo (-17% sul dollaro) in scia ai dubbi sulla capacità della banca centrale russa di sostenere il proprio sistema finanziario. Nel Paese è partita la corsa agli sportelli per prelevare valuta estera, mentre S&P ha tagliato venerdì il rating del Paese sotto il livello investment grade.

Nuova impennata del greggio, con il Brent (+5,1%) a 98,9 dollari, dopo aver nuovamente toccato quota 100 dollari, e il Wti (+5,1%) a 96,3 dollari.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si amplia a 163 punti base, con il rendimento del decennale italiano all’1,84%.

Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate spicca Leonardo (+16,1%), in scia alla buona intonazione del comparto della difesa, anche dopo l’annuncio di un aumento delle spese militari da parte della Germania. In rialzo Tenaris (+4,4%) e Diasorin (+2,3%) mentre arretrano le banche Unicredit (-9,8%) e Intesa (-6%) oltre a Pirelli (-7%).