Mercati Usa – Limitano il ribasso malgrado la spinta rialzista delle materie prime

Wall Street continua a performare meglio dei mercati europei, molto più esposti alle conseguenze economiche e finanziarie della crisi politica e militare russo-ucraina.

Con un lieve colpo di reni nel finale di circa mezzo punto percentuale, i listini americani contengono la discesa a poco più di un punto percentuale.

Nel dettaglio, Nasdaq e S&P500 perdono entrambi l’1,5-1,6%, il Dow Jones l’1,8%, mentre più pesante è il calo del Russell 2000 che arretra dell’1,9%.

Seduta in rosso per tutti i titoli tecnologici a larga capitalizzazione con cali superiori al punto percentuale, con l’eccezione negativa di AMD (-7,7%) e Nvidia (-3,8%).

VIX ancora in rialzo (+10%) a 33,3 punti.

Sul mercato obbligazionario rendimenti ancora in caduta libera in una sorta di “flighy to safety” che non si arresta. Il decennale governativo lascia sul terreno altri tredici punti base terminando al 1,71%.

Esplodono i prezzi di tutte le materie prime incendiate dall’inasprimento del conflitto bellico in Ucraina.

Tra quelle agricole, il frumento guadagna altri cinque punti percentuali portando il rialzo ad oltre il venti per cento in una settimana.

Schizza il petrolio che supera di slancio i 100 dollari al barile e chiude in rialzo di oltre il dieci per cento a $106.

Seduta brillante anche per tutti i metalli preziosi con l’oro che guadagna il due per cento e l’argento quasi il doppio.

Sul mercato valutario, il dollaro continua a rafforzarsi nei confronti della moneta unica, in qualità di bene rifugio, chiudendo la seduta in rialzo di un’intera figura a 1,112.