Apertura ancora in rosso per le borse europee, in attesa nel pomeriggio dei dati sui non farm payroll statunitensi e con i mercati che continuano a osservare gli sviluppi della guerra in Ucraina.
A Milano il Ftse Mib il Ftse Mib cede l’1,4% in area 13.630 punti. In calo anche il Dax di Francoforte (-1,4%), il Cac 40 di Parigi (-1,3%), il Ftse 100 di Londra (-0,6%) e l’Ibex 35 di Madrid (-0,4%).
La borsa russa resterà invece chiusa per il quinto giorno consecutivo, segnando un nuovo record nella storia moderna del paese, in un tentativo di arginare l’impatto delle sanzioni sugli investitori domestici.
Il focus degli operatori resta concentrato sull’evolversi della situazione in Ucraina, con le ultime notizie sull’escalation del conflitto che riportano di un attacco delle truppe russe in un’area intorno alla maggiore centrale nucleare europea.
Lo scoppio delle ostilità in Europa orientale e le conseguenti sanzioni dell’Occidente ai danni di Mosca continuano a penalizzare il sentiment dei mercati, creando una serie di minacce che rendono più incerto l’outlook per l’economia globale.
Tra i principali rischi vi sono i potenziali danni di fiducia che potrebbero fiaccare gli investimenti e il rialzo dei prezzi delle materie prime che alimenta ulteriormente l’inflazione, in un momento in cui le banche centrali si preparano a ritirare i propri stimoli monetari.
Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha confermato l’intenzione di iniziare una serie di aumenti dei tassi di interesse, sottolineando che la banca centrale Usa farà tutto il necessario per contrastare le pressioni sui prezzi.
Sul fronte macro, l’agenda di oggi prevede la lettura finale del Pil italiano del quarto trimestre e le vendite al dettaglio a gennaio nell’Eurozona, mentre nel pomeriggio in Usa l’attenzione sarà rivolta soprattutto sul Job Report di febbraio.
Intanto sul Forex prosegue la discesa dell’euro/dollaro scivolato a 1,101, mentre il dollaro/yen è stabile in area 115,5. Tra le materie prime in lieve rialzo le quotazioni del greggio, con il Brent (+0,3%) a 110,7 dollari e il Wti (+0,7) a 108,4 dollari.
Sull’obbligazionario, infine, lo spread Btp-Bund riparte in area 157 punti base, con il rendimento del decennale italiano all’1,57%.
Tornando a Piazza Affari, in rosso in particolare Unicredit (-4%), Bper (-3,7%), Pirelli (-2,8%), Banco Bpm (-2,6%), Intesa Sanpaolo (-2,5%) e Buzzi Unicem (-2,5%), mentre resistono Amplifon (+0,7%), Terna (+0,6%) e Inwit (+0,5%). Ancora in calo Telecom Italia (-2,2%), dopo il crollo di ieri in seguito alla diffusione dei conti e del nuovo piano industriale.























