Le borse europee dovrebbero iniziare la seduta in ribasso, con i mercati che continuano a osservare gli sviluppi della guerra in Ucraina e in attesa nel pomeriggio dei dati sui non farm payroll statunitensi.
Chiusura negativa ieri a Wall Street, con i listini americani che non riescono a proseguire il recupero per la terza giornata consecutiva appesantiti in particolare dal settore tecnologico. Il Nasdaq ha perso l’1,6%, lo S&P 500 lo 0,5% e il Dow Jones lo 0,3%.
Tra i mercati asiatici, stamane, Tokyo ha terminato in calo del 2,2%, mentre Shanghai lascia sul terreno l’1% e Hong Kong il 2,7%.
La borsa russa resterà invece chiusa per il quinto giorno consecutivo, segnando un nuovo record nella storia moderna del paese, in un tentativo di arginare l’impatto delle sanzioni sugli investitori domestici.
Le ultime notizie sull’escalation del conflitto riportano di un attacco delle truppe russe in un’area intorno alla maggiore centrale nucleare europea.
L’invasione russa in Ucraina e le conseguenti sanzioni dell’Occidente ai danni di Mosca continuano a penalizzare il sentiment dei mercati, creando una serie di minacce che rendono più incerto l’outlook per l’economia globale.
Tra i principali rischi vi sono i potenziali danni di fiducia che potrebbero fiaccare gli investimenti e il rialzo dei prezzi delle materie prime che alimenta ulteriormente l’inflazione, in un momento in cui le banche centrali si preparano a ritirare i propri stimoli monetari.
Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha confermato l’intenzione di iniziare una serie di aumenti dei tassi di interesse, sottolineando che la banca centrale Usa farà tutto il necessario per contrastare le pressioni sui prezzi.
Sul fronte macro, infine, l’agenda di oggi prevede la lettura del Pil italiano del quarto trimestre e le vendite al dettaglio a gennaio nell’Eurozona, mentre nel pomeriggio in Usa l’attenzione sarà rivolta soprattutto sul Job Report di febbraio.























