Partenza in rimonta a Wall Street dopo le recenti perdite seguite allo scoppio delle ostilità in Ucraina e alle preoccupazioni per l’impennata dei prezzi delle materie prime, mentre sale l’attesa per il terzo round di negoziati tra Mosca e Kiev in programma domani in Turchia.
Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq guadagna il 2,4% e lo S&P 500 il 2%, entrambi recuperando dai minimi di circa nove mesi toccati ieri, mentre il Dow Jones sale dell’1,7%.
Gli investitori si preparano per lo shock inflazionistico derivante dal rally dei prezzi delle commodity alimentato dai timori di interruzioni nelle forniture in scia al conflitto, con i prossimi giorni che daranno indicazioni sulle risposte delle banche centrali.
Si parte domani con la riunione della Bce, mentre la settimana prossima sono in programma i meeting di Bank of England e Federal Reserve, con quest’ultima che dovrebbe iniziare ad alzare i tassi di interesse di 25 punti base.
Secondo alcuni analisti, l’impatto sull’economia globale derivante dall’escalation di tensioni e sanzioni contro Mosca sembra essere già stato scontato nei prezzi dell’azionario, che quindi rappresentano ora un’opportunità di acquisto.
Si arresta di riflesso la corsa ai beni rifugio, con l’oro tornato sotto quota 2.000 dollari l’oncia, e i Treasury in calo. I rendimenti del decennale e biennale americani salgono di circa sette punti base, rispettivamente all’1,92% e all’1,67%.
Sul Forex il biglietto verde si indebolisce nei confronti delle altre valute per la prima volta dopo cinque giorni di guadagni, con il cambio euro/dollaro risalito oltre quota 1,10 e il dollaro/yen sostanzialmente stabile a 115,6.
Tra le materie prime, ritracciano le quotazioni del greggio con il Brent (-5,2%) a 121,3 dollari e il Wti (-5%) a 117,5 dollari, dopo l’annuncio di ieri dell’amministrazione Biden sul divieto di importare negli Stati Uniti combustibili fossili dalla Russia, compreso il petrolio.























