Mercati – Milano (+0,8%) e l’Europa chiudono in rialzo, in luce Leonardo (+11,5%)

Finale positivo per i listini del Vecchio Continente, seppur al di sotto dei massimi intraday, mentre Wall Street procede contrastata. Il Ftse Mib archivia gli scambi in rialzo dello 0,8% a 23.069 punti, ben intonato come il Dax di Francoforte (+1,4%), l’Ibex 35 di Madrid (+1,2%), il Cac 40 di Parigi (+0,9%) e il Ftse 100 di Londra (+0,7%). Oltreoceano, il Dow Jones guadagna lo 0,2%, lo S&P500 cede lo 0,2% e il Nasdaq scviola a -1,1%.

A sostenere il sentiment è stata soprattutto la notizia secondo cui Vladimir Putin avrebbe riferito al suo omologo bielorusso, Aleksandr Lukashenko, di “alcuni sviluppi positivi” nelle negoziazioni con Kiev. Fonti del Cremlino, inoltre, non escludono la possibilità di un incontro con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

Intanto, però, il presidente americano Joe Biden si appresta a chiedere la fine delle normali relazioni commerciali con la Russia, aprendo la strada a un aumento dei dazi sulle importazioni dal Paese.

È stata un’ottava volatile per i mercati, contraddistinta dalla svolta restrittiva della Bce, prima delle riunioni della Fed e della Bank of England in programma la prossima settimana. La guerra e le sanzioni verso Mosca hanno esacerbato le pressioni inflazionistiche e stanno inducendo le banche centrali a rimuovere gli stimoli monetari, precedentemente necessari per sostenere la ripresa post pandemia.

I dati di ieri sui prezzi al consumo statunitensi hanno evidenziato una crescita per il sesto mese consecutivo di crescita (+7,9% annuo a febbraio) pur non riflettendo a pieno gli ultimi provvedimenti contro la Russia, come l’embargo di Stati Uniti e Gran Bretagna sul petrolio. La Fed alzerà i tassi di 25 punti base, inaugurando un ciclo di ritocchi al costo del denaro che potrebbe diventare più aggressivo nel caso di persistenti pressioni sui prezzi.

Oggi, intanto, dall’agenda macroeconomica sono giunti i dati di febbraio sull’inflazione in Germania (+0,9% mensile e +5,1% tendenziale), la produzione industriale nel Regno Unito (+0,7% congiunturale a gennaio) e la disoccupazione in Italia (9,1% nel quarto trimestre 2021).

Sul Forex l’euro/dollaro si deprezza a 1,094, mentre il cambio fra biglietto verde e yen sale sui massimi da cinque anni a 117,1 sulle aspettative di un ampliamento del differenziale dei tassi tra Usa e Giappone.

Tra le materie prime, restano orientate al rialzo le quotazioni del greggio con il Brent (+2,6%) a 112,2 dollari e il Wti (+3,2%) a 109,4 dollari.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce a circa 159 punti base con il rendimento del decennale italiano all’1,86%, dopo l’impennata di ieri in scia alla riunione della Bce. Collocati oggi i Btp a tre, sette e vent’anni, con rendimenti in calo rispettivamente allo 0,57% (12 centesimi in meno), all’1,47% e al 2,11%.

Tornando a Piazza Affari, fra le aziende maggiormente capitalizzate spicca Leonardo (+11,5%), dopo i conti del 2021 e le previsioni sul 2022, che hanno sorpreso positivamente gli analisti soprattutto per quanto concerne i flussi di cassa.

In rialzo anche Iveco (+5,1%) e Telecom Italia (+4,8%) in vista del Cda chiamato a formulare una risposta all’offerta di KKR. In calo Saipem (-2,8%), Unicredit (-1,1%) e Nexi (-1,1%).