Oil & Gas (-0,7%) – Vendite su Saras (-7,2%) e Tenaris (-3,3%)

Chiusura debole per le borse europee, che sono però riuscite a recuperare parte delle perdite iniziali in un contesto in cui la discesa dei prezzi del greggio sta allentando parzialmente i timori legati all’inflazione in vista della riunione della Fed.

A Milano il Ftse Mib ha archiviato le contrattazioni con un +0,3% a 23.499  punti. Il Ftse Italia Petrolio e Gas Naturale ha segnato un -0,7%, rispetto al -0,6% del corrispondente indice europeo.

Quotazioni del greggio ancora in forte calo, tornando sotto quota 100 dollari e toccando i minimi da oltre due settimane tra le speranze per un’evoluzione positiva dei colloqui tra Mosca e Kiev e i timori per i nuovi lockdown in Cina.

Il Brent ha perso quasi 40 dollari dal massimo di 14 anni toccato il 7 marzo, mentre il greggio Usa ha ceduto oltre 30 dollari dopo aver toccato i livelli più alti dal 2008 quasi una settimana fa.

Ad appesantire i prezzi del petrolio ha contribuito la nuova ondata di Covid in Cina che ha portato al lockdown di Shenzhen e della provincia di Jilin, alimentando i timori per la tenuta della domanda del maggior importatore mondiale di greggio.

A ciò si aggiungono le ultime dichiarazioni del ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, secondo cui le sanzioni Usa ai danni di Mosca non inficeranno un accordo sul nucleare iraniano, rafforzando l’ipotesi su un raggiungimento di un’intesa.

Tra le big del comparto male in particolare Tenaris (-3,3%), complice il downgrade di Equita da “buy” a “hold”. In calo anche Eni (-0,4%), mentre ha chiuso in rialzo Saipem (+2%).

Nel segmento delle piccole e medie capitalizzazioni in netto ribasso Saras (-7,2%) all’indomani della diffusione dei risultati 2021, mentre ha chiuso poco sopra la parità Maire Tecnimont (+0,3%).