Borse europee in rialzo insieme ai futures di Wall Street, in un contesto sempre focalizzato prevalentemente sul conflitto in Ucraina e sulla politica monetaria.
Il Ftse Mib avanza dell’1% in area 24.530 punti, ben intonato come il Dax di Francoforte (+1%), il Cac 40 di Parigi (+0,7%), il Ftse 100 di Londra (+0,5%) e l’Ibex 35 di Madrid (+0,2%). Progressi intorno allo 0,3-0,4% per i derivati su Dow Jones, S&P500 e Nasdaq, dopo la chiusura debole della seduta precedente.
Ieri il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha aperto ad una stretta monetaria più aggressiva per contrastare l’inflazione, affermando che ci saranno aumenti dei tassi di mezzo punto percentuale se necessario. Il tutto, una settimana dopo il primo ritocco da 25 punti base, a cui seguiranno altri sei interventi nel corso dell’anno.
Un atteggiamento, quello della banca centrale statunitense, dettato dalle persistenti pressioni sui prezzi, che si sono aggravate dopo lo scoppio della guerra e il conseguente rally delle commodities.
Le aspettative sull’inflazione e i tassi si sono riflesse sul mercato obbligazionario, spingendo i rendimenti dei Treasury a breve scadenza e provocando anche un’inversione in alcuni tratti della curva, segnale che anticipa solitamente una frenata della crescita.
Sul Forex, il dollaro si è rafforzato dopo i messaggi da falco di Powell, riportando il cambio con l’euro in area 1,1 e quello con lo yen a 120,9. Tra le materie prime si stabilizzano le quotazioni del greggio con il Brent (+0,1%) a 115,8 dollari e il Wti (-0,2%) a 109,75 dollari, con focus sulla decisione europea in merito al possibile embargo al petrolio russo.
Lo spread Btp-Bund è poco mosso a 153 punti base, con il rendimento del decennale italiano prossimo al 2,04%.
Tornando a Piazza Affari, fra le big cap spiccano in rialzo Stellantis (+2,7%), Poste Italiane (+2,4%), Pirelli (+2,3%) e Atlantia (+2,1%) mentre arretrano Amplifon (-1,6%), Saipem (-1,6%) e Diasorin (-1,5%).
























