Le borse europee perdono ulteriormente terreno dopo l’avvio in rosso di Wall Street, mentre prosegue il sell-off sull’obbligazionario in scia alla prospettiva di una stretta monetaria più aggressiva da parte della Fed.
Il Ftse Mib di Milano arretra del 3,0% in area 24.220 punti, seguito dal Cac 40 di Parigi (-2,7%), il Dax di Francoforte (-2,6%), l’Ibex 35 di Madrid (-2,3%) e il Ftse 100 di Londra (-1%). A Wall Street, avvio sottotono per Dow Jones (-0,8%), S&P500 (-1,3%) e Nasdaq (-2,5%), mentre l’indice Vix sale del 12% a oltre 23 punti.
Il sentiment resta appesantito dall’incertezza legata al conflitto in Ucraina e dalle nuove sanzioni in arrivo nei confronti della Russia, tra cui il divieto agli investimenti nel paese da parte degli Usa e lo stop alle importazioni di carbone in Europa.
Focus anche sulle prossime mosse della Federal Reserve per contrastare l’aumento dei prezzi. Ieri il governatore della banca centrale americana Lael Brainard ha definito “fondamentale” la lotta all’inflazione, segnalando che l’istituto potrebbe cominciare a ridurre rapidamente il proprio bilancio già a partire da maggio. Commenti che aumentano ulteriormente l’interesse per le minute del Fomc in uscita stasera, da cui sono attese indicazioni sia sul ritmo dei prossimi rialzi dei tassi di interesse sia sul cosiddetto quantitative tightening.
Gli investitori temono che il ritiro degli stimoli possa rallentare, o addirittura spingere in recessione, l’economia a stelle e strisce, e continuano a monitorare l’inversione della curva dei rendimenti dei Treasury. Il rendimento del decennale americano ha superato il 2,6%, tornando sui livelli del 2018-2019. In calo anche i titoli di Stato europei, con il rendimento del decennale italiano che si impenna di 11 punti base al 2,37% e lo spread Btp-Bund in rialzo a 169 punti base.
Sul fronte macro, i nuovi lockdown introdotti in Cina cominciano a riflettersi nei dati economici. Il Pmi servizi a marzo è sceso a 42 punti da 50,2 del mese precedente, segnando il primo calo in sette mesi e la contrazione più netta del settore da febbraio 2020.
A febbraio, gli ordini di fabbrica tedeschi sono diminuiti del 2,2% mensile (consensus -0,3%) mentre i prezzi alla produzione dell’eurozona sono aumentati poco meno delle attese (+1,1% congiunturale, +31,6% tendenziale).
Sul Forex l’euro/dollaro è sceso a 1,091 mentre il cambio fra biglietto verde e yen risale a 123,85, con il biglietto verde in rafforzamento in scia ai toni restrittivi della Fed. Invertono la rotta le quotazioni del greggio, con il Brent (-0,5%) a 106,1 dollari e il Wti (-0,5%) a 101,6 dollari.
Tornando a Piazza Affari, tra le big cap arretrano soprattutto Nexi (-6%), Stellantis (-5,8%), Pirelli (-5,8%) e Interpump (-5,3%) mentre si muovono in controtendenza le utilities Snam (+0,8%) e Italgas (+1,8%).

























