Mercati – Modesti ribassi in Europa, cauta Wall Street con focus su inflazione e trimestrali

Borse europee deboli alla vigilia della riunione della Bce mentre Wall Street ha aperto poco mossa dopo i dati sui prezzi alla produzione e l’avvio della stagione di trimestrali con i conti, tra gli altri, di JP Morgan.

A Milano il Ftse Mib cede lo 0,4% in area 24.560 punti, mediamente in linea con il Dax di Francoforte (-0,9%), il Cac 40 di Parigi (-0,6%) e il Ftse 100 di Londra (-0,3%). Resiste sulla parità l’Ibex 35 di Madrid (+0,1%). Oltreoceano, frazionali rialzi per Dow Jones (+0,3%), S&P500 (+0,2%) e Nasdaq (+0,3%) dopo pochi minuti di scambi.

I mercati continuano a valutare i rischi legati al conflitto in Ucraina e all’inflazione, dopo i dati di ieri sui prezzi al consumo statunitensi che hanno evidenziato un’accelerazione all’8,5% annuo ma anche un dato core meno elevato delle attese. Il report odierno sui prezzi alla produzione ha invece superato le aspettative (+0,9% mensile e +11,2% tendenziale), rafforzando le aspettative di un inasprimento della politica monetaria da parte della Federal Reserve.

Domani i riflettori si sposteranno sulla Bce, che potrebbe fornire dettagli sul ritiro degli stimoli monetari e il percorso di rialzo dei tassi, mentre in Gran Bretagna l’inflazione ai massimi da 30 anni (+7% a marzo) mette ulteriore pressione alla Bank of England in vista del meeting di maggio.

Negli Usa si è aperta la nuova stagione di trimestrali con i conti di JP Morgan, frenati da una perdita di 524 milioni di dollari legata alla crisi in Ucraina, di BlackRock e di Delta Air Lines, che ha registrato una perdita trimestrale inferiore alle attese e si prepara a un forte rimbalzo delle prenotazioni per l’estate.

A livello geopolitico, il Segretario al Tesoro Usa, Janet Yellen, ha avvisato i governi indecisi in merito agli sforzi internazionali per punire la Russia che qualsiasi mossa atta a minare le sanzioni scatenerebbe le ire di Washington e dei suoi alleati. Intanto, l’amministrazione Biden sta preparando un nuovo pacchetti di aiuti militari da circa 750 milioni di dollari, mentre il governo britannico ha aggiunto 206 nuove persone alla propria blacklist.

Dall’agenda macro si segnalano i dati italiani di febbraio sulla produzione industriale, cresciuta del 4% mensile (consensus +1%) dopo -3,4% di gennaio. Corretto per gli effetti di calendario, l’indice evidenzia un incremento del 3,3% in termini tendenziali, a fronte dello 0,9% previsto, dopo il -2,7% di gennaio.

Sul Forex l’euro/dollaro si riduce ancora a 1,081 e il dollaro/yen risale a 125,8, con il biglietto verde sempre sostenuto dalle prospettive di una Fed più restrittiva.

Tra le materie prime, accelerano le quotazioni del greggio con il Brent (+2,3%) a 107,1 dollari e il Wti (+2,1%) a 102,7 dollari, tra l’allentamento dei lockdown in Cina e il proseguimento della guerra in Ucraina.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si attesta a 161 punti base con il rendimento del decennale italiano in rialzo al 2,40%. In mattinata il Tesoro ha collocato titoli per complessivi 8 miliardi.

Tornando a Piazza Affari, fra le big cap avanzano soprattutto Iveco (+3,8%), Banco Bpm (+3,2%) e Leonardo (+2,7%) mentre arretrano in particolare Nexi (-4,6%) Campari (-3,5%) e Terna (-2,4%).