Mercati – Milano positiva (+1%) con l’Europa ma resta alta la volatilità, Bper a +7,9%

Le borse europee chiudono positive ma ben al di sotto dei minimi intraday, frenate nel finale dal rallentamento di Wall Street. Il Ftse Mib archivia gli scambi in progresso dell’1,0% a 23.069 punti. Positivi anche il Dax di Francoforte (+1,2%), il Cac 40 di Parigi (+0,5%), il Ftse 100 di Londra (+0,4%) e l’Ibex 35 di Madrid (+0,1%), mentre gli indici americani Dow Jones (-0,2%), S&P500 (-0,1%) e Nasdaq (-0,2%) hanno invertito la rotta dopo un avvio positivo.

Malgrado il rimbalzo degli eurolistini, in primo piano restano le preoccupazioni legate all’elevata inflazione e all’inasprimento della politica monetaria, che rischia di rallentare la crescita o persino spingere alcuni Paesi in recessione. A ciò si aggiungono la guerra in Ucraina e i lockdown in Cina, che gettano ulteriori dubbi sull’outlook economico.

In attesa dei dati statunitensi sui prezzi al consumo, in uscita domani, l’attenzione si concentra sugli interventi di alcuni esponenti della Fed, per trarre indicazioni sul ritmo con cui la banca centrale americana alzerà i tassi.

Ieri Raphael Bostic (Fed di Atlanta) si è espresso in favore di altri ritocchi da 50 punti base, minimizzando la probabilità di interventi da 75 punti base, sebbene non siano da escludere. John Williams (Fed di New York) ha affermato che gli aumenti dei tassi potrebbero portare a un aumento della disoccupazione mentre il suo omologo di Richmond, Thomas Barkin, ha dichiarato che il costo del denaro verrà portato ad un livello neutrale per poi decidere come muoversi. Infine, Loretta Mester di Cleveland ha sostenuto due ritocchi dello 0,5% a giugno e luglio, per poi decidere se accelerare o meno.

Dall’agenda macroeconomica odierna è giunto l’indice tedesco Zew di maggio, che segnala un miglioramento della fiducia degli investitori, pur rimanendo fortemente negativo (-34,3 punti, -41 ad aprile), principalmente a causa della guerra.

L’Istat invece ha reso noto che la produzione industriale italiana è rimasta invariata a marzo (+3% a/a) e ha diffuso la nota mensile di aprile, in cui afferma che l’incertezza sull’evoluzione dell’economia domestica rimane elevata.

Sul Forex l’euro/dollaro viaggia in area 1,054 mentre il cambio tra biglietto verde e yen resta poco mosso a 130,2.

Tra le materie prime arretrano ancora le quotazioni del greggio, con il Brent (-2,2%) a 103,6 dollari e il Wti (-2,1%) a 100,9 dollari, dopo il crollo di ieri tra i timori per un rallentamento dell’economia e le indiscrezioni su un ammorbidimento delle sanzioni europee sul petrolio russo.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce a circa 200 punti base, con il rendimento del decennale italiano a 3,01%.

Tornando a Piazza Affari, tra le big cap spicca Bper (+7,85%) all’indomani dei risultati che hanno evidenziato un utile sopra le attese. Acquisti anche su Unicredit (+5,5%), Pirelli (+3,9%) nel giorno del Cda sui conti e Inwit (+3,9%). In calo invece Saipem (-6,6%), Leonardo (-3,0%) e Diasorin (-2,45%). Hanno diffuso i risultati Banca Mediolanum (+1,05%), Finecobank (+0,3%) e Recordati (+2,3%).