Mercati – Finale sottotono per gli eurolistini, Ftse Mib a -0,7%

Giornata negativa per le borse europee, in un contesto sempre incerto a causa delle preoccupazioni legate all’elevata inflazione e alla stretta monetaria delle banche centrali.

A Milano il Ftse Mib termina in calo dello 0,7% a 23.566 punti. In calo anche il Dax di Francoforte (-0,6%), il Cac 40 di Parigi (-1%), l’Ibex 35 di Madrid (-1,3%) e il Ftse 100 di Londra (-1,6%). Oltreoceano viaggiano contrastati Dow Jones (-0,4%), S&P500 (-0,1%) e Nasdaq (+0,6%).

I dati di ieri sui prezzi al consumo degli Stati Uniti hanno evidenziato un rallentamento inferiore alle attese, rafforzando l’idea che la Fed possa inasprire ulteriormente la politica monetaria per contrastare l’inflazione, effettuando rialzi dei tassi superiori al mezzo punto percentuale nelle prossime riunioni. Dinamica che rischia di pesare sull’economia globale, già minacciata dalle conseguenze della guerra e dei lockdown in Cina.

Oggi sono stati diffusi i numeri sui prezzi alla produzione americani, cresciuti dello 0,5% su base mensile (in linea con le attese) e dell’11% su base annua (+10,7% il consensus), con delle considerevoli revisioni al rialzo per le letture di marzo.

Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, invece, si sono attestate a 203 mila unità, oltre le 193 mila attese dagli analisti e sostanzialmente in linea con la rilevazione precedente.

In Europa si guarda soprattutto alle trimestrali delle big e alla questione energetica, con le crescenti preoccupazioni per le interruzioni di gas russo attraverso l’Ucraina che hanno fatto schizzare le quotazioni della materia prima.

Sul Forex l’euro/dollaro arretra ancora a 1,04 e il cambio tra biglietto verde e yen si riduce a 128,2.

Tra le commodities, scambiano in lieve rialzo le quotazioni del greggio con il Brent (+0,5%) a 108 dollari e il Wti (+1%) a 106,8 dollari.

Acquisti sull’obbligazionario, con lo spread Btp-Bund a 185 punti base e il rendimento del decennale italiano in discesa di 17 bp al 2,71%.

Tornando a Piazza Affari, fra le big cap spicca Stm (+4%) dopo aver delineato l’obiettivo di ricavi oltre 20 miliardi entro il 2027. Positive anche Poste Italiane (+3,1%), Unicredit (+2,9%) e Bper (+2,4%) mentre perdono terreno Hera (-7,25%), Amplifon (-5,8%), Recordati (-5%) e A2A (-3,8%).