Mercati Usa – Partenza debole, il petrolio torna a salire

Avvio debole a Wall Street in attesa del Job report di domani e con le quotazioni del petrolio che tornano a salire.

Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq cede lo 0,5%, lo S&P 500 lo 0,3% e il Dow Jones lo 0,1%.

Gli operatori mantengono gli occhi sull’OPEC+ e sull’Arabia Saudita pronta ad incrementare l’output per compensare il calo della produzione russa.

Proseguono intanto le valutazioni su quanto aggressive potranno essere le mosse delle banche centrali per frenare l’accelerazione dei prezzi, senza che venga penalizzata eccessivamente l’economia. La Fed ha intanto avviato questa settimana la riduzione del proprio bilancio da 8.900 miliardi di dollari.

Tra i funzionari dell’istituto, Mary Daly della Fed di San Francisco e il suo collega più hawkish James Bullard di St. Louis sono favorevoli ad aumentare i tassi di 50 punti base questo mese, mentre Thomas Barkin di Richmond ritiene “perfettamente sensato” inasprire la politica monetaria.

E’ stato inoltre diffuso il Beige Book della Fed che ha posto l’attenzione sulla crescita “forte” o “robusta” dei prezzi e quella “lieve/modesta” dell’attività economica, a fronte dell’espansione “moderata” rilevata sei settimane fa.

Pechino ha nel frattempo imposto alle banche statali di istituire una linea di credito da 800 miliardi di yuan (120 miliardi di dollari) per progetti infrastrutturali con l’obiettivo di sostenere l’economia cinese duramente colpita dai lockdown.

Tra le materie prime, le quotazioni del greggio tornano a salire con il Brent (+0,4%) a 116,7 dollari e il Wti (+0,5%) a 115,8 dollari.

Sul forex il cambio euro/dollaro risale a quota 1,07 mentre il dollaro/yen ridiscende in area 129,7.

Nel comparto obbligazionario, infine, il rendimento del decennale americano flette al 2,9% e mentre quello del biennale cala al 2,64%.