Mercati asiatici – Seduta positiva, in evidenza il Nikkei (+1,2%)

Seduta positiva per le principali piazze finanziare asiatiche incoraggiate dal rally di Wall Street, con tuttavia Cina e Hong Kong chiuse per il Dragon Boat Festival, una festa nazionale.

Gli investitori si dividono tra le preoccupazioni l’inflazione alimentata dall’aumento dei prezzi dell’energia e le aspettative dall’allentamento delle restrizioni COVID-19 in Cina.

Ieri le azioni di Wall Street hanno superato un inizio traballante chiudendo ampiamente in rialzo. Il tutto dopo la diffusione del rapporto che mostra le assunzioni del settore privato Usa che sono risultate ben al di sotto delle previsioni degli economisti.

Gli operatori sono in attesa dei dati sull’occupazione non agricola negli Stati Uniti che verranno diffusi in giornata, ma intanto rimangono preoccupati per l’inflazione e l’aumento dei tassi di interesse che la Federal Reserve sta usando per combatterla.

Tornando in Asia, sul fronte macro, in Giappone il dato finale di aprile del PMI servizi della Jibun Bank si è attestato a 52,6  punti, dopo i 51,7 punti della rilevazione preliminare. Ad aprile il dato segnava 50,7 punti. L’indice composito, che comprende anche l’attività manifatturiera, si è fissato a 52,3 punti, anche in questo caso oltre la lettura preliminare (51,4 punti), dopo i 51,1 punti di aprile.

Il Giappone e gli Stati Uniti hanno firmato una revisione del meccanismo di “salvaguardia della carne bovina” nell’ambito dell’accordo commerciale USA-Giappone, che aiuterà i produttori di carne bovina americani a soddisfare la crescente domanda giapponese di carne bovina di alta qualità. L’accordo ridurrà le possibilità che i dazi di salvaguardia del Giappone vengano imposti sulla carne bovina statunitense, hanno affermato entrambe le parti.

Sul forex, il cambio euro/dollaro si attesta in area 1,075 e il dollaro/yen a 129,91. Tra le materie prime, petrolio sostanzialmente stabile con il Brent (0,0%) a quota 117,60 dollari e il Wti (-0,1%) a 116,79 dollari al barile. Oro a 1.871 dollari l’oncia (0,0%).

La riunione dell’OPEC, in cui le nazioni produttrici di petrolio hanno deciso di aumentare parte della produzione, non è riuscita a stabilizzare in modo significativo i prezzi dell’energia.

Tornando ai listini asiatici, orfani di Cina e Hong Kong, fa meglio il Nikkei a +1,2%, Topix a +0,3%.

Il tutto dopo che ieri a Wall Street il Nasdaq ha guadagnato il 2,7%, lo S&P500 l’1,8% e il Dow Jones l’1,3%.