Mercati asiatici – Vendite in Giappone e rialzi in Cina

Seduta contrastata per le principali piazze finanziarie asiatiche con vendite in Giappone mentre i listini cinesi si sono mossi in rialzo dopo le positive indicazioni riguardanti i prezzi al consumo di maggio. Il tutto aspettando la diffusione del CPI statunitense da cui potrebbero emergere nuove considerazioni sulla politica monetaria della FED.

Prosegue in Cina la politica zero-contagi, con Shangai prossima a bloccare sette distretti nel fine settimana per effettuare i test-covid. Nel frattempo da Pechino sembrano arrivare segnali positivi riguardanti un allentamento delle pressioni sul settore tecnologico: secondo le indiscrezioni il governo avrebbe approvato l’IPO di Ant Group, che tuttavia ha smentito la quotazione in corso.

Dal fronte macro, l’Istituto nazionale di statistica della Cina ha riportato prezzi al consumo di maggio in aumento del 2,1% su base annua (vs consensus +2,2%) e prezzi alla produzione in progresso del 6,4% (consensus +6,4%) dopo il +8% di aprile.

In Giappone, l’indice dei prezzi alla produzione è rimasto stabile, sotto le attese degli analisti (+0,6%) dopo il +1,3% di aprile (rivisto da +1,2%). Su base annua, l’indice ha messo in evidenza un incremento del 9,1%, al di sotto del consensus (+10%), dopo il +9,8% del mese precedente (rivisto da +10%).

Sul forex, il cambio euro/dollaro si attesta in area 1,0629 e il dollaro/yen a 133,94. Tra le materie prime, petrolio poco mosso con il Brent (-0,2%) a 122,81 dollari al barile e il Wti (-0,2%) a 121,23 dollari al barile. Oro flat a 1.847 dollari l’oncia (-0,3%).

Tornando ai listini asiatici, Shanghai a +0,6% e Shenzhen a +1,3%. Hong Kong in frazionale ribasso a -0,4%.

In calo invece il Nikkei e Topix rispettivamente a -1,5% e -1,4%.

Vendite ieri a Wall Street con lo S&P500 che ha ceduto il 2,4%, il Dow Jones l’1,9% e il Nasdaq il 2,7%.