I listini europei allargano le perdite rispetto all’apertura e i futures di Wall Street preannunciano un avvio ancora in forte ribasso, dopo il sell-off di venerdì innescato dai timori per l’inflazione e per l’inasprimento della politica monetaria.
Il Ftse Mib di Milano è in calo del 2,2% in area 22.050 punti, mediamente in linea con il Dax di Francoforte (-2,2%), il Cac 40 di Parigi (-2,2%), l’Ibex 35 di Madrid (-1,8%) e il Ftse 100 di Londra (-1,8%).
Ribassi fra il 2% e il 3% per i derivati su Dow Jones, S&P500 e Nasdaq, zavorrati nell’ultima seduta dall’inattesa accelerazione dei prezzi al consumo, che aumenta le pressioni sulla Federal Reserve per intensificare il proprio percorso di strette monetarie.
Ora gli operatori si attendono due ritocchi da 50 punti base, uno nella riunione di questa settimana e uno a luglio, seguiti da un incremento di 75 punti a settembre. L’ultimo aumento di tale entità si era verificato nel 1994.
Aspettative che si riflettono nel comparto obbligazionario, con i rendimenti dei Treasury in rialzo soprattutto sulle scadenze a breve. Il biennale è salito sui massimi dal 2007 mentre il tasso sul trentennale è scivolato sotto quello del titolo a cinque anni, segnalando il rischio di recessione.
In Europa, lo spread Btp-Bund si allarga ulteriormente a 232 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,89% (+14 bp).
I mercati devono inoltre fare i conti con la recrudescenza del Covid in Cina, che riaccende le preoccupazioni per possibili nuovi lockdown e ulteriori danni alla supply chain globale, appesantita anche dalla guerra in Ucraina.
Dall’agenda macro si segnalano i dati Istat sul tasso di disoccupazione del primo trimestre 2022, in calo all’8,6% rispetto al 9% dell’ultimo trimestre 2021 (rivisto da 9,1%). Focus domani sui prezzi alla produzione statunitensi.
Le differenti politiche monetarie delle banche centrali hanno effetti sul Forex, dove l’euro/dollaro si deprezza ancora a 1,047 mentre il cambio tra biglietto verde e yen torna in area 134,5 dopo aver toccato un massimo dal 1998 oltre quota 135.
Tra le materie prime, arretrano le quotazioni del greggio, con il Brent (-1,2%) a 120,5 dollari e il Wti (-1,3%) a 119,1 dollari.
Tornando a Piazza Affari, sul Ftse Mib spiccano i cali di Saipem (-9,3%), Nexi (-7,3%) e Amplifon (-5,2%) mentre viaggiano in controtendenza Ampari (+1,5%) e Recordati (+1,5%).

























