Mercati Usa – Previsto avvio ancora in calo nella settimana della Fed

I futures sull’azionario Usa cedono l’1,6-2,7%, preannunciando una partenza ancora in rosso a Wall Street in un mercato che risente dei timori legati al rischio che la crescita dell’inflazione costringa le banche centrali ad accelerare la stretta monetaria.

Venerdì i principali indici americani hanno chiuso in calo, nell’ultima seduta della peggior settimana da ottobre 2020 per l’equity globale. Il Nasdaq ha perso il 3,5%, lo S&P 500 il 2,9% e il Dow Jones il 2,7%.

In particolare, lo S&P 500 sta flirtando con un bear market, dopo che i dati sull’inflazione Usa superiori alle attese diffusi venerdì hanno rafforzato le preoccupazioni che un intervento più aggressivo da parte della Federal Reserve induca una recessione.

Tuttavia, nonostante il recente pesante sell-off, gli strategist di Morgan Stanley e di Goldman Sachs ritengono che l’azionario non stia ancora completamente riflettendo gli ampi rischi che dovranno affrontare gli utili societari e una più debole domanda per i consumi.

Timori riflessi anche nel comparto obbligazionario, con il rendimento del Treasury decennale che ha toccato i massimi da un decennio e quello sul titolo biennale i livelli più alti addirittura dal 2007.

In attesa del meeting della Fed in programma questa settimana, gli operatori prevedono ora un rialzo dei tassi di 175 punti base entro settembre, pari a due interventi da 50 punti base e uno da 75 punti base per la prima volta dal 1994.