Seduta complessivamente positiva per le principali piazze finanziarie asiatiche, con Hong Kong in evidenza (+2,4%), in un sentiment globale che vede ancora al centro temi come l’inflazione e le prospettive di recessione.
Secondo alcuni operatori, i mercati potrebbero avere già scontato oltremodo una recessione che potrebbe anche non verificarsi. Considerazioni confermate dalle indicazioni del Presidente della Fed di St Louis, James Bullard, che ritiene esagerati i timori riguardanti il rallentamento economico. Sempre sul fronte della FED, il Presidente dell’Istituto di San Francisco, Mary Daly, ha dichiarato di essere favorevole a un aumento del tasso di 75 punti base a luglio.
In Cina, a maggio i profitti delle aziende industriali sono diminuiti del 6,5% su base annua, dopo il -8,5% di aprile, secondo i dati diffusi dal National Bureau of Statistics. Dato influenzato ancora dalle restrizioni Covid-19 che hanno pesato sulla produzione industriale, riducendo i margini.
Per quanto riguarda il Giappone, i principali policymakers della Bank of Japan credono in una maggiore crescita salariale come la chiave per sostenere l’obiettivo di inflazione del 2%, sottolineando al tempo stesso la determinazione a mantenere una politica di tassi accomodanti. Resta tuttavia viva la preoccupazione per il crollo della valuta ai minimi da 24 anni.
Sul forex, il cambio euro/dollaro si attesta a 1,0557 e il dollaro/yen scende in area 134,96. Tra le materie prime, petrolio in frazionale ribasso con il Brent (-0,1%) a 108,96 dollari e il Wti (-0,2%) a 107,42 dollari al barile. Oro a 1.836 dollari l’oncia (+0,3%).
Tornando ai listini asiatici, in Cina, Shanghai e Shenzen avanzano dello 0,9% e dell’1,1%. Hong Kong a +2,4%.
In Giappone Nikkei a +1,5% e Topix a +1,1%.
Il tutto dopo il forte rialzo di venerdì a Wall Street: Nasdaq (+3,3%), S&P500 (+3,1%) e Dow Jones (+2,7%).


























