Le borse del Vecchio Continente si mantengono prevalentemente in territorio negativo. A Piazza Affari, il Ftse Mib cede l’1,1% in area 21.850 punti, debole come il Dax di Francoforte (-1,7%), l’Ibex 35 di Madrid (-1,5%) e il Cac 40 di Parigi (-1,1%), mentre il Ftse 100 di Londra scambia intorno alla parità. Apertura fiacca per gli indici statunitensi Dow Jones (+0,05%), S&P 500 (-0,5%) e Nasdaq (-0,8%) dopo i ribassi della vigilia.
L’incertezza resta elevata, a causa dei timori di recessione legati all’inflazione su livelli record e alla stretta monetaria delle banche centrali per riportare sotto controllo i prezzi. Il tutto in un contesto sempre condizionato dalle conseguenze del conflitto in Ucraina e dalla lotta della Cina contro il Covid, dove è svanito il momentaneo entusiasmo di ieri per il dimezzamento dei tempi di quarantena.
In Europa sono giunti dati contrastanti sull’inflazione, con i prezzi al consumo tedeschi in rallentamento al 7,6% annuo e quelli spagnoli inaspettatamente balzati al 10%. Numeri che alimentano le pressioni sulla Bce, con alcuni membri del Consiglio Direttivo favorevoli a valutare mosse più restrittive rispetto a quelle già annunciate (rialzo dei tassi di 25 punti base a luglio e un ulteriore intervento a settembre, di entità da definire).
Dall’agenda macro è giunta anche la revisione finale del Pil statunitense del primo trimestre, in calo dell’1,6% rispetto all’1,5% della seconda lettura. La spesa personale è aumentata al ritmo più debole post pandemia (+1,8%), suggerendo che l’economia poggi su basi più deboli di quanto ipotizzato in precedenza.
Focus oggi sugli interventi al forum di Sintra di Christine Lagarde, presidente dell’Eurotower, e dei colleghi Jerome Powell della Federal Reserve e Andrew Bailey della Bank of England. Il chairman della Fed ha affermato che la banca centrale può ridurre l’inflazione al 2% mantenendo un mercato del lavoro solido, anche se questo compito è diventato più impegnativo negli ultimi mesi.
Sul Forex l’euro/dollaro è in calo a 1,049 e il cambio tra biglietto verde e yen risale a 136,9. Tra le materie prime avanzano leggermente le quotazioni del greggio con il Brent (+1,1 %) a 115,2 dollari e il Wti (+1%) a 113 dollari, in attesa del meeting Opec+ in programma domani.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce a 188 punti base, con il rendimento del decennale italiano in diminuzione al 3,46%.
Tornando a Piazza Affari, le azioni Saipem avanzano del 6,5% mentre i diritti cedono il 61,1%, nel terzo giorno dell’aumento di capitale. Rialzi per Eni (+2,4%), Snam (+0,7%) e Unipol (+0,5%), in calo invece Cnh (-4%), Stellantis (-3,4%) e Diasorin (-2,8%).

























