Partenza debole a Wall Street, in un clima in cui permane l’avversione al rischio dopo che lo S&P 500 ha chiuso il primo semestre 2022 con il maggior calo in oltre 50 anni. Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq cede lo 0,4%, lo S&P 500 lo 0,2% e il Dow Jones lo 0,1%.
Gli asset rischiosi continuano ad essere penalizzati dai timori di recessione in scia agli interventi restrittivi delle banche centrali, che hanno messo in secondo piano le preoccupazioni riguardanti l’elevata inflazione.
La Federal Reserve ha ribadito il proprio impegno a riportare i prezzi verso il target del 2%, mettendo in conto la possibilità di una frenata della crescita come contraltare necessario nella lotta al carovita.
Prosegue intanto la discesa dei rendimenti dei Treasury in un contesto che premia gli asset rifugio, con il tasso sul Tbond tornato sotto la soglia del 3%. In particolare, i rendimenti del decennale e del biennale americani arretrano di 12 punti base rispettivamente al 2,89% e al 2,83%.
In Europa, i dati macroeconomici hanno evidenziato un netto calo dell’attività manifatturiera, mentre l’ulteriore accelerazione dell’inflazione oltre le attese ha alimentato i timori di un inasprimento della stretta monetaria da parte della Bce.
Sul Forex il cambio euro/dollaro è in calo in area 1,04 mentre il dollaro/yen risale a 135,5 dopo aver toccato un minimo intraday a 134,8.
Tra le materie prime, infine, in rialzo le quotazioni del greggio con il Brent (+2,4%) a 108,5 dollari e il Wti (+2,5%) a 108,4 dollari, sostenute dalle interruzioni delle forniture in Libia e dalle previste chiusure in Norvegia, che hanno compensato le attese di un rallentamento economico che potrebbe pesare sulla domanda di petrolio.























