Mercati asiatici – Seduta mista con Giappone e Cina in denaro, in flessione Hong Kong

Seduta contrastata per le principali borse asiatiche dopo un venerdì volatile sia in Europa che negli Stati Uniti, con gli investitori preoccupati per l’inflazione elevata e la possibilità che il rialzo dei tassi di interesse possa portare a una recessione.

Lo scenario più ottimistico porterebbe un rallentamento sufficientemente significativo da raffreddare l’inflazione al livello più alto degli ultimi quattro decenni, ma non così forte da provocare un “atterraggio duro”, ha affermato Mizuho Bank in un commento.

“Questo è un compito arduo, tutt’altro che garantito a questo punto”, ha affermato, osservando che i mercati cercheranno spunti di riflessione dai verbali relativi all’ultimo incontro del FOMC della Federal Reserve, in uscita questo mercoledì.

Settimana intensa per l’agenda macro USA che, dopo la chiusura del 4 luglio per la festività nazionale dell’Indipendenza, attende anche la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro e dell’inflazione nel mese di giugno.

Tornando in Asia, i funzionari di Pechino stanno cercando di respingere la riacutizzazione di Covid che potrebbe colpire una regione economicamente significativa. Si tratta di un’ulteriore sfida per la strategia cinese Covid-zero con test di massa e lockdown dirompenti.

Sul forex, il cambio euro/dollaro si attesta a 1,0422 e il dollaro/yen a 135,43. Tra le materie prime, petrolio in frazionale rialzo con il Brent (+0,5%) a 112,22 dollari e il Wti (+0,8%) a 108,92 al barile. Oro a 1.811 dollari l’oncia (+0,5%).

Tornando ai listini asiatici, in Cina, Shanghai e Shenzhen salgono rispettivamente dello 0,4% e dell’1%. Hong Kong in flessione dello 0,2%.

In Giappone denaro su Nikkei a +0,8% e Topix +1,3%.

Il tutto dopo che venerdì a Wall Street il Dow Jones ha chiuso a +1%, il Nasdaq a +0,9% e lo S&P500 +1,1%.