Prosegue senza scossoni la seduta delle borse europee, con il Ftse Mib in progresso dello 0,5% in area 21.470 punti. Modesti rialzi anche per il Ftse 100 di Londra (+1,1%), il Cac 40 di Parigi (+0,7%) e l’Ibex 35 di Madrid (+0,5%), flat il Dax di Francoforte, mentre Wall Street è chiusa per il Giorno dell’Indipendenza.
Malgrado il rimbalzo odierno, sui mercati prevale sempre un clima di incertezza. L’azionario è frenato dai timori di recessione e dall’elevata inflazione che sta costringendo le banche centrali ad alzare i tassi in maniera decisa per riportare sotto controllo i prezzi. La stretta monetaria rischia tuttavia di danneggiare eccessivamente l’economia, che già comincia a dare i primi segnali di rallentamento.
Nei prossimi giorni l’attenzione si concentrerà sui verbali del Fomc, che dovrebbero confermare l’atteggiamento aggressivo della Fed, e sul job report statunitense di giugno. Intanto i dati sui prezzi alla produzione dell’eurozona hanno evidenziato un incremento inferiore alle attese (+0,7% mensile e +36,3% annuo a maggio).
In settimana il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, potrebbe annunciare il ritiro di alcuni dazi sulle importazioni cinesi. Intanto la prima potenza asiatica resta alle prese con la recrudescenza del Covid, con nuovi cicli di test di massa per arginare la diffusione del virus.
Sul Forex l’euro/dollaro è in lieve rialzo a 1,045, così come il cambio tra biglietto verde e yen a 135,5. Tra le materie prime accelerano le quotazioni del greggio con il Brent (+1,2%) a 112,9 dollari e il Wti (+1,2%) a 109,7 dollari.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si amplia a 189 punti base, con il rendimento del decennale italiano in aumento di oltre 15 punti base al 3,23%. Focus sull’incontro tra il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il leader dei Cinque Stelle, Antonio Conte, per dirimere le tensioni politiche delle ultime settimane.
Tornando a Piazza Affari, tra le aziende più capitalizzate svettano Tenaris (+3,9%), Diasorin (+3,6%), ed Eni (+3,4%). In calo Saipem (-7,8%, con i diritti dell’aumento di capitale a -75,5%) e gli istituti di credito Intesa Sanpaolo (-2,1%) e Banco Bpm (-1,4%).























