Partenza sopra la parità a Wall Street, pur in un contesto in cui persistono i timori legati al rischio di un rallentamento dell’economia globale. Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq guadagna lo 0,5%, lo S&P 500 lo 0,4% e il Dow Jones lo 0,2%.
A peggiorare il sentiment dei mercati contribuiscono il peggioramento della crisi del gas in Europa e il nuovo picco di casi Covid in Cina, dove Shanghai ha avviato nuovi test di massa in nove distretti riaccendo i timori su possibili nuovi lockdown.
L’attenzione oggi sarà però rivolta sulla diffusione dei verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve, che dovrebbero confermare l’impegno dell’istituto di Washington nel riportare sotto controllo le pressioni sui prezzi.
Alcuni operatori cominciano però a ipotizzare che l’attuale atteggiamento hawkish della banca centrale americana potrebbe lasciare spazio a dei tagli dei tassi di interesse a partire da metà del 2023.
Intanto, la curva dei rendimenti dei Treasury rimane invertita a testimonianza delle preoccupazioni sull’outlook dell’economia, con il tasso sul decennale americano al 2,78% e quello sul biennale al 2,80%.
Sul Forex il biglietto verde si apprezza sui massimi da marzo 2020 nei confronti delle altre valute, con il cambio euro/dollaro che ha aggiornato nuovamente i minimi da oltre vent’anni bucando al ribasso anche la soglia di 1,02 e il dollaro/yen in discesa in area 135.
In calo la sterlina a 1,19 sul dollaro in scia al caos politico che sta travolgendo Downing Street dopo le dimissioni di due importanti membri del gabinetto, che stanno mettendo in dubbio la tenuta del governo di Boris Johnson.
Tra le materie prime, infine, tornano a scendere le quotazioni del greggio con il Brent (-0,9%) a 101,9 dollari e il Wti (-1,2%) a 98,3 dollari, invertendo la rotta rispetto al tentativo di rimbalzo della mattinata dopo aver registrato ieri il maggior calo giornaliero da marzo.






















