Mercati – Eurolistini in ribasso, Piazza Affari la peggiore (-1,8%)

Milano procede in coda alle borse europee, frenata dal pericolo di una crisi di Governo, con il Ftse Mib in calo dell’1,8% in area 20.900 punti. Perdite più contenute per il Dax di Francoforte (-0,5%), il Ftse 100 di Londra (-0,7%), il Cac 40 di Parigi (-0,8%) e l’Ibex 35 di Madrid (-1,1%). Intanto, i futures sugli indici americani Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq viaggiano in calo di circa un punto percentuale dopo la chiusura debole della seduta precedente.

I dati americani diffusi ieri sui prezzi al consumo di giugno hanno evidenziato un’accelerazione al 9,1% annuo, rafforzando la prospettiva di un maxi-ritocco dei tassi a luglio da parte della Fed. Ormai scontato un intervento da 75 punti base, gli analisti hanno iniziato persino a valutare un rialzo dell’1%, anche alla luce delle parole di Raphael Bostic, presidente della Fed di Atlanta, secondo cui “tutto è in gioco” per ridurre le pressioni sui prezzi.

L’inasprimento della politica monetaria per contrastare l’inflazione da record alimenta i timori di recessione, come segnalato dall’inversione dei tratti a 2 anni e a 10 anni della curva dei Treasury a livelli che non si vedevano dal 2000.

Il prossimo test per i mercati è rappresentato dalla nuova stagione di trimestrali, che prende il via oggi negli Stati Uniti con i risultati delle grandi banche americane, in primis JP Morgan e Morgan Stanley.

In Europa, inoltre, continua a preoccupare la crisi energetica. La russa Gazprom ha dichiarato che la ripresa del gasdotto Nord Stream non può essere garantita a causa del contenzioso sulla turbina in riparazione in Canada, facendo temere per uno stop prolungato alle forniture.

In mattinata la Commissione Europea ha diffuso le stime economiche aggiornate, rivedendo al ribasso il Pil dell’area euro (2,6% nel 2022 e 1,4% nel 2023, da 2,7% e 2,3% previsti a maggio). In aumento invece le proiezioni sull’inflazione, al 7,6% quest’anno e 4% l’anno prossimo (da 6,1% e 2,7%). Per quanto riguarda l’Italia, la crescita è stata rivista a +2,9% nel 2022 e +0,9% nel 2023 (da +2,4% e +1,9%).

Sul Forex il cambio euro/dollaro resta poco sopra la parità a 1,003 e il dollaro/yen risale a 138,8. Tra le materie prime perdono ancora terreno le quotazioni del greggio, con il Brent (-2%) a 97,6 dollari e il Wti (-2,5%) a 93,9 dollari.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si amplia di oltre 9 punti base a 207 bp, con il rendimento del decennale italiano in aumento al 3,3%, complici le tensioni nella maggioranza di governo che fanno temere per la tenuta dell’esecutivo. Il premier Mario Draghi sarebbe pronto alle dimissioni laddove il M5S di Giuseppe Conte non dovesse votare la fiducia sul decreto aiuti.

Tornando a Piazza Affari, sul Ftse Mib rimbalza Saipem (+9,5%) seguita da Amplifon (+2,7%) e Stm (+1%) mentre arretrano soprattutto Telecom Italia (-4,3%), A2A (-4,1%) e Banco Bpm (-4,1%).