Mercati asiatici – Seduta mista, Cina debole dopo agenda macro

Seduta mista per le principali piazze finanziarie asiatiche dopo che dall’agenda macro è emerso che l’economia cinese si è contratta nell’ultimo trimestre, a causa dei lockdown imposti ad aziende e persone.

I dati ufficiali hanno mostrato che il PIL del 2Q 2022 della Cina si è ridotto del 2,6% rispetto al già debole tasso trimestrale dell’1,4% del periodo gennaio-marzo. Rispetto a un anno prima, la crescita è scivolata a un debole 0,4% dal 4,8% del trimestre precedente.

I controlli antivirus hanno chiuso Shanghai, sede del porto più trafficato del mondo, e altri centri di produzione a partire da fine marzo, alimentando le preoccupazioni che il commercio globale e la produzione potrebbero essere interrotti. Milioni di famiglie sono state confinate nelle loro case, deprimendo la spesa dei consumatori.

In aggiunta, altri focolai questa settimana in Cina e altrove in Asia hanno sollevato preoccupazioni sul possibile ripristino dei controlli COVID-19.

Rimanendo in tema di dati macroeconomici, a giugno la produzione industriale cinese è salita del 3,9% su base annua (+4% la stima; +0,7% il mese precedente). Il dato da inizio anno evidenzia un aumento del 3,4% tendenziale, al di sotto del consensus (+3,5%) ma al di sopra del +3,3% rilevato a maggio.

Sempre a giugno il dato sulle vendite al dettaglio in Cina ha registrato un pregresso del 3,1% annuo, superiore alle attese degli esperti (+0,3%) e alla precedente rilevazione (-6,7%). Da inizio anno il dato segna una flessione dello 0,7% (consensus -1,2%), rispetto al -1,5% del mese di maggio.

Sullo sfondo rimangono le preoccupazione degli investitori su quanto aggressive debbano essere le banche centrali per frenare l’inflazione. In particolare, per quanto riguarda la Fed statunitense, le scommesse su un aumento di un punto percentuale del tasso di luglio sono state ridimensionate dopo che gli ultimi commenti hanno indicato un incremento di 75 punti base.

Sul forex, il cambio euro/dollaro si attesta in area 1,0018, mentre il dollaro/yen sale a 138,80. Tra le materie prime, petrolio in rialzo con il Brent a 99,5 dollari al barile (+0,4%) e il Wti a 95,97 dollari al barile (+0,2%). Oro a 1.700 dollari l’oncia (-0,3%).

Tornando ai listini asiatici, in Cina, Shanghai e Shenzhen segnano rispettivamente -0,4% e -0,2%. Hong Kong in calo a -1,5%.

In Giappone, Nikkei +0,4% e Topix flat.

Il tutto dopo che ieri a Wall Street il Nasdaq termina invariato, lo S&P500 cede lo 0,3%, il Dow Jones mezzo punto percentuale.