Finale sottotono per le borse del Vecchio continente, appesantite anche dall’andamento di Wall Street. Il Ftse Mib archivia gli scambi in ribasso dell’1% a 21.160 punti, sostanzialmente in linea con il Dax di Francoforte (-0,9%). Cali più contenuti per il Cac 40 di Parigi (-0,4%) e l’Ibex 35 di Madrid (-0,2%), resiste il Ftse 100 di Londra (flat).
Oltreoceano, perdono terreno Dow Jones (-0,7%), S&P 500 (-1,2%) e Nasdaq (-1,8%), aspettando i conti di Alphabet e Microsoft a mercati chiusi. Il colosso della distribuzione Walmart crolla a -8% dopo aver fornito una guidance deludente, citando l’impatto negativo dell’inflazione sulla spesa dei consumatori. Nei prossimi giorni pubblicheranno i risultati anche Meta, Apple e Amazon.
L’attenzione è rivolta prevalentemente alla riunione della Fed che si concluderà domani sera con un probabile rialzo dei tassi di interesse di 75 punti base, così come avvenuto il mese scorso, per contrastare le persistenti pressioni sui prezzi.
Nel frattempo, il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato le stime sul Pil globale 2022 al 3,2%, rispetto al 3,6% previsto ad aprile, alzando quelle sull’inflazione dal 6,9% all’8,3%. Il World Economic Outlook aggiornato prevede una crescita pari al 2,3% per gli Usa (-1,4% rispetto alla stima precedente) e al 2,6% per l’Eurozona (-0,2%) mentre in Italia è attesa un’espansione del 3% (a fronte del 2,3% di aprile), sebbene compensata da un rallentamento nel 2023 (da 1,7 a 0,7%).
In Europa tiene banco la questione energetica, all’indomani del nuovo taglio di Gazprom alle forniture di gas. A partire da domani, infatti, il flusso del gasdotto Nord Stream 1 scenderà al 20% della capacità totale. I paesi Ue hanno dunque raggiunto un accordo per ridurre in modo coordinato i consumi del 15%, in scia alla prospettiva sempre più probabile di una chiusura dei rubinetti da parte di Mosca.
Sul Forex l’euro/dollaro scende nuovamente a 1,012 e il cambio tra biglietto verde e yen rimane poco mosso a 136,6. Fra le materie prime, invertono la rotta le quotazioni del greggio con il Brent (-0,3%) a 99,8 dollari e il Wti (-1,2%) a 95,4 dollari.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riporta a 231 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,24%.
Tornando infine a Piazza Affari, tra le aziende più capitalizzate viaggiano in rialzo le utilities Italgas (+2,9%), Terna (+1,9%) e Snam (+0,9%), mentre arretrano Telecom Italia (-3,1%), Banco Bpm (-3,1%), Iveco (-3,1%) e Moncler (-4,6%).