Borse europee contrastate mentre i futures di Wall Street viaggiano in calo all’indomani della riunione della Federal Reserve e dei guadagni messi a segni dai principali indici americani.
A Piazza Affari il Ftse Mib avanza dell’1,0% in area 21.700 punti, seguito dal Cac 40 di Parigi (+0,1%), il Dax di Francoforte (flat), il Ftse 100 di Londra (-0,2%) e l’Ibex 35 di Madrid (-1,3%). Ribassi per i derivati su Dow Jones, S&P500 e Nasdaq, in particolare per il listino tecnologico che ieri ha registrato la miglior seduta dal 2020 con un balzo del 4,1%.
La banca centrale americana ha alzato i tassi di interesse di 75 punti base per la seconda volta consecutiva, anticipando una mossa simile per settembre e ribadendo il proprio impegno nella lotta all’inflazione.
Il presidente Jerome Powell ha precisato che il ritmo dei rialzi dei tassi rallenterà in futuro e che la politica monetaria verrà stabilita di volta in volta. Un cambiamento motivato dai segnali di rallentamento dell’economia e che fa sperare in una Fed meno aggressiva.
Riflettori puntati anche sui risultati societari, in attesa dei conti dei colossi Apple, Amazon e Intel. Ieri Meta Platforms ha evidenziato la prima contrazione trimestrale dei ricavi della sua storia, mentre Ford ha battuto le attese.
Dall’agenda macroeconomica è giunto il dato sulla fiducia dei consumatori dell’Eurozona, che conferma il peggioramento a -27 punti a luglio, mentre nel pomeriggio sono attesi i prezzi al consumo tedeschi e la prima lettura del Pil statunitense del secondo trimestre.
Sul Forex l’euro/dollaro si riduce a 1,016 e il cambio tra biglietto verde e yen scivola a 135,4. Fra le materie prime, avanzano le quotazioni del greggio con il Brent (+1,8%) a 103,5 dollari e il Wti (+1,8%) a 99,1 dollari, dopo il calo delle scorte statunitensi e le indicazioni della Fed che alleviano i timori di recessione.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund rimane in area 235 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,30%.
Tornando a Piazza Affari, in una giornata piena di trimestrali, gli acquisti premiano soprattutto Iveco (+4,2%), Moncler (+3,9%) all’indomani dei conti e Stellantis (+3,4%), che ha diffuso risultati superiori alle attese nel primo semestre 2022. In calo invece Saipem (-2,2%), Leonardo (-1,6%) e realizzi su Nexi (-1,5%) dopo il balzo della vigilia.

























