Prosegue incerta la seduta delle borse europee, mentre Wall Street apre debole dopo i guadagni del mese di luglio che hanno attenuato le perdite accumulate da inizio anno.
Milano sovraperforma le altre piazze continentali, con il Ftse Mib in rialzo dello 0,7% in area 22.570 punti. Poco mossi il Cac 40 di Parigi (flat), il Dax di Francoforte (+0,1%), il Ftse 100 di Londra (-0,1%), debole l’Ibex 35 di Madrid (-0,5%).
Oltreoceano, partenza sotto la parità per Dow Jones (-0,4%), S&P 500 (-0,4%) e Nasdaq (-0,3%). Ad appesantire gli indici americani contribuiscono i commenti di alcuni esponenti della Fed sull’importanza di aumentare i tassi per contrastare l’inflazione.
Neel Kashkari (Fed di Minneapolis) ha ribadito l’impegno della banca centrale Usa a raggiungere il target di inflazione di lungo termine al 2%, e Raphael Bostic (Fed di Atlanta) ha sottolineato che saranno necessari ulteriori incrementi del costo del denaro. Toni restrittivi che riducono in parte le speranze di una politica meno aggressiva, che avevano sostenuto i listini anche dopo la contrazione del Pil statunitense nel secondo trimestre.
I dati macro diffusi stamani hanno evidenziato a luglio la prima contrazione del settore manifatturiero dell’eurozona negli ultimi due anni, oltre a un peggioramento delle vendite al dettaglio tedesche oltre le attese a giugno. Stabile invece al 6,6% la disoccupazione dell’eurozona a giugno.
Piazza Affari beneficia in parte della discesa del rendimento del Btp decennale sotto il 3% per la prima volta da maggio, al 2,94%. Lo spread dal Bund si riduce a 213 punti base, dopo l’apertura di Giorgia Meloni ad un’adesione alle regole di bilancio dell’Unione Europea in caso di vittoria. Gli operatori rimangono dunque fiduciosi che il nuovo esecutivo possa sbloccare circa 200 miliardi di euro di fondi comunitari.
Sul Forex l’euro/dollaro risale in area 1,025 mentre il cambio tra biglietto verde e yen scende a 131,9. Fra le materie prime, accelerano al ribasso le quotazioni del greggio con il Brent (-3,7%) a 100,1 dollari e il Wti (-4,9%) a 93,7 dollari al barile, complici i dati macro deboli cinesi che alimentano i timori per la domanda.
Tornando a Piazza Affari, tra le aziende maggiormente capitalizzate avanzano soprattutto Saipem (+4,9%), Generali (+2,7%), salita al 97,36% di Cattolica, Leonardo (+2,7%), che ha ricevuto un ordine per due elicotteri da SonAir e Bper (+2,5%) dopo la chiusura dell’opa su Carige. In calo invece Cnh (-2%) ed Exor (-2,2%), che ha confermato l’addio a Piazza Affari e la quotazione ad Amsterdam.























