Partenza in ribasso a Wall Street, dopo aver archiviato luglio con la miglior performance mensile dal 2020 in seguito alle perdite record del primo semestre. Dopo pochi minuti di scambi, Nasdaq e S&P 500 cedono lo 0,8% e il Dow Jones lo 0,4%.
Gli investitori si attendono che la Fed attenuerà la propria campagna restrittiva per contrastare l’inflazione e adotterà un approccio meno aggressivo, dopo i dati della scorsa settimana che hanno mostrato un’inattesa contrazione del Pil Usa nel secondo trimestre.
Il sentiment dei mercati si è però indebolito dopo i commenti di alcuni esponenti della banca centrale americana, da cui è emerso come un aumento dei tassi di interesse sia necessario per riportare sotto controllo le pressioni sui prezzi nonostante il rischio di recessione.
Neel Kashkari (Fed di Minneapolis) ha ribadito l’impegno della banca centrale Usa a raggiungere il target di lungo termine di inflazione al 2%, mentre Raphael Bostic (Fed di Atlanta) ha sottolineato che saranno necessari ulteriori rialzi del costo del denaro.
Gli operatori monitorano, inoltre, il viaggio in Asia della speaker alla camera Usa Nancy Pelosi, dopo che un comunicato del suo ufficio non ha menzionato una possibile visita a Taiwan che potrebbe riaccendere le tensioni tra Washington e Pechino.
Intanto sul Forex il biglietto verde si indebolisce nei confronti delle altre valute, in attesa dei dati sull’attività manifatturiera Usa a luglio. Il cambio euro/dollaro risale a 1,025 mentre prosegue la discesa del dollaro/yen, tornato sotto quota 132.
Tra le materie prime in forte calo le quotazioni del greggio dopo aver chiuso luglio con il secondo calo mensile consecutivo per la prima volta da fine 2020, con il Brent (-3,7%) a 100,1 dollari e il Wti (-4,8%) a 93,9 dollari in scia ai deboli dati macro cinesi.
Nel comparto obbligazionario, infine, il rendimento del decennale americano è sostanzialmente stabile al 2,63%, ben al di sotto del picco di giugno in area 3,50%, e quello del biennale al 2,89%























