Generali – Risultato operativo del gruppo in crescita del 4,8% a 3,14 mld nel 1H 2022

Nel 1H 2022 i premi lordi di Generali Assicurazioni sono aumentati su base annua del 2,4% a 41.880 milioni, grazie allo sviluppo del segmento Danni.

Resiliente il livello di raccolta netta Vita a 6.240 milioni. Il calo del 7,9% è ascrivibile alla linea risparmio, coerentemente alla strategia di Gruppo di riposizionamento del portafoglio e a specifiche attività di in-force management. Positiva la raccolta delle linee puro rischio e malattia (+7,0%) e unit-linked (+2,1%).

Le riserve tecniche Vita sono pari a 419,2 miliardi, in lieve calo dell’1,2% rispetto al FY2021 in relazione all’andamento dei mercati finanziari.

Il risultato operativo si conferma in ulteriore crescita del 4,8% 3.140 milioni, grazie allo sviluppo positivo dei segmenti Vita, Danni e Holding e altre attività.

In forte crescita il risultato operativo del segmento Vita (+17,1%), riflettendo un’eccellente profittabilità tecnica, confermata anche dal New Business Margin a 5,23% (+0,59 p.p.).

In crescita anche il risultato operativo del segmento Danni (+3,0%), con il Combined Ratio che si attesta al 92,5% (+2,8 p.p.) per la maggiore sinistralità e che risente anche dell’effetto dell’iperinflazione in Argentina. Senza considerare questo Paese, il Combined Ratio si attesterebbe al 91,9% (89,4% 1H2021).

Il risultato operativo del segmento Asset & Wealth Management segna un calo del 3,3% a 503 milioni, un andamento dovuto interamente alla contrazione delle commissioni di performance di Banca Generali, a seguito dell’andamento dei mercati finanziari. Aumenta invece del 6,2% il risultato operativo dell’Asset Management.

Cresce il risultato operativo del segmento Holding e altre attività, principalmente per effetto del risultato delle attività real estate.

Il risultato non operativo si attesta a -713 milioni (-496 milioni 1H2021). In particolare, il risultato non operativo degli investimenti è pari a -168 milioni (48 milioni 1H2021), soprattutto per le maggiori svalutazioni sugli investimenti classificati come disponibili per la vendita, in particolare quelli russi, e per minori profitti netti di realizzo.
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L’utile netto si fissa a 1.402 milioni (1.540 milioni 1H2021) e risente delle svalutazioni sugli investimenti russi per 138 milioni (di cui 97 milioni riferiti ai titoli a reddito fisso detenuti direttamente dal Gruppo e 41 milioni alla partecipazione in Ingosstrakh). Escludendo tale impatto, il risultato netto sarebbe stabile a 1.541 milioni.

Gli Asset Under Management complessivi del Gruppo sono pari a 635,4 miliardi (-10,5% rispetto a FY2021), riflettendo interamente l’andamento dei mercati finanziari, nonostante la raccolta netta positiva.

Il patrimonio netto di Gruppo si attesta a 19.078 milioni (-34,9% FY2021). La variazione è ascrivibile alla diminuzione della riserva per utili attribuibili alle attività finanziarie disponibili per la vendita per -10.876 milioni, principalmente collegata all’aumento dei tassi di interesse sui titoli obbligazionari governativi e corporate, e alla contabilizzazione del dividendo 2021 per 1.691 milioni.

Il Gruppo conferma una posizione di capitale estremamente solida, con il Solvency Ratio a 233% (227% FY2021).

Relativamente al segmento Vita, i premi lordi ammontano a 27.298 milioni (-0,5%). Crescono sia la linea puro rischio e malattia (+4,9%), in quasi tutte le principali aree di operatività del Gruppo, sia la linea unit-linked (+3,3%), principalmente in Francia e Germania. Flette la linea risparmio (-5,1%), soprattutto in Italia, Francia e Germania.

La raccolta netta Vita si attesta a 6.240 milioni (-7,9%). Il calo è ascrivibile alla linea risparmio, la cui raccolta ammonta a -1.540 milioni (-496 milioni 1H2021), coerentemente con la strategia di Gruppo di riposizionamento del portafoglio e a specifiche attività di in-force management.

Positiva la raccolta sia della linea puro rischio e malattia (+7,0%), principalmente in Italia, Francia e ACEE, sia di quella unit-linked (+2,1%), soprattutto in Germania e Francia.

La nuova produzione (espressa in termini di valore attuale dei premi futuri – PVNBP) si attesta a 23.573 milioni (-7,5%) per effetto della strategia di Gruppo di riposizionamento del portafoglio e, nel secondo trimestre, per l’incertezza del contesto macro-economico. In termini di linee di business, la buona crescita del comparto unit-linked (+3,8%) trainato da Francia e Germania è più che compensata dalla forte contrazione delle linee risparmio (-16,2%), principalmente in Italia, Francia e Germania, e puro rischio (-8,4%), in particolare in Cina, Germania e Italia.

La redditività della nuova produzione sul PVNBP (New Business Margin) aumenta significativamente al 5,23% (+0,59 p.p.).

Il risultato operativo segna un progresso del 17,1% a 1.689 milioni. Migliorano sia il margine tecnico al netto delle spese di gestione assicurativa, grazie ad un business mix più profittevole, sia il risultato degli investimenti per effetto dei maggiori redditi correnti e dei dividendi infragruppo, nonché dei minori accantonamenti relativi alle garanzie verso gli assicurati in Svizzera.

I premi lordi del segmento Danni crescono dell’8,5% a 14.582 milioni, grazie all’andamento di entrambe le linee di business. La linea non auto aumenta del 10,7%, con una crescita diffusa in quasi tutte le principali aree di operatività del Gruppo. La linea auto aumenta del 4,6%, in particolare in Argentina (principalmente a seguito degli adeguamenti inflazionistici), Francia e ACEE, i cui andamenti più che compensano la contrazione in Italia e Germania.

In forte ripresa la raccolta di Europ Assistance (+74,0%), che nel 2021 aveva risentito ancora degli impatti della pandemia, soprattutto nella linea viaggi. Positivo il contributo delle nuove partnership.

Il Combined Ratio è pari a 92,5% (+2,8 p.p.), riflettendo principalmente la maggiore sinistralità (+2,6 p.p.).

La sinistralità corrente non catastrofale è in aumento (+1,9 p.p.), dovuto sia all’andamento della linea auto, che nella prima parte del 2021 aveva ancora beneficiato degli effetti del lockdown in alcuni paesi di operatività del Gruppo, sia ai maggiori grandi sinistri man-made (+0,2 p.p.). In lieve aumento la sinistralità catastrofale (+0,1 p.p.). L’expense ratio aumenta a 28,7% (+0,2 p.p.), evidenziando una crescita nella componente amministrativa (+0,3 p.p.). La crescita dei costi amministrativi riflette interamente il consolidamento con il metodo integrale del gruppo Cattolica, il cui expense ratio è superiore alla media del Gruppo.

Si segnala inoltre un effetto specifico sul Combined Ratio dovuto all’iperinflazione in Argentina: senza considerare questo paese, si attesterebbe a 91,9% (89,4% 1H2021).

Il risultato operativo Danni si attesta a 1.294 milioni (1.256 milioni 1H2021). Il calo del risultato tecnico (-15,5%) è più che compensato dal miglioramento del risultato finanziario (+45,1%), che beneficia sia di maggiori redditi correnti sia di maggiori dividendi di Banca Generali e del private equity.

Il risultato operativo del segmento Asset & Wealth Management si attesta a 503 milioni (-3,3%), di cui 325 milioni (+6,2%) riferito all’Asset Management e 178 milioni (-17%) al gruppo Banca Generali, dinamica che sconta la riduzione delle commissioni di performance.

Il risultato operativo del segmento Holding e altre attività raggiunge 121 milioni (37 milioni 1H2021), grazie al contributo delle Altre attività, principalmente per il miglioramento del risultato delle attività real estate.

Il Solvency Ratio si attesta a 233% (227% FY2021). L’aumento di 6 p.p. riflette principalmente il solido contributo della generazione normalizzata di capitale e le positive varianze di mercato (ascrivibili all’incremento dei tassi di interesse che ha controbilanciato il calo del mercato azionario, l’ampliamento degli spread e l’aumento della volatilità e dell’inflazione), che hanno più che compensato gli impatti negativi derivanti dai cambi regolamentari del primo trimestre, dalle operazioni di M&A, dall’accantonamento del dividendo del periodo e dall’operazione di riacquisto di azioni.

Molto solido il contributo della generazione normalizzata di capitale a 2,0 miliardi, grazie soprattutto all’ulteriore crescita della nuova produzione Vita e al robusto risultato del segmento Danni.