Il viaggio dello “speaker” della Camera dei Deputi – Nancy Pelosi – a Taiwan, il primo di un diplomatico americano sull’isola da un quarto di secolo, diventa il termometro della giornata borsistica di ieri tra l’attesa dell’atterraggio e delle reazioni diplomatiche di Pechino.
La seduta resta nervosa e si conclude con modeste variazioni sia per il Nasdaq (-0,2%) che per il Russell 2000 (invariato), mentre più marcati risultano i cali sia dello S&P500 (-0,7%) che del Dow Jones (-1,2%).
Tra i principali titoli tecnologici il progresso di AMD (+2,6%) viene neutralizzato dal calo di Intel della stessa entità, la quale aggiorna il nuovo minimo dell’anno.
Wall Street si avvicina al fine settimana quando verrà pubblicato il dato sul mercato dl lavoro del mese di luglio.
Prosegue la risalita del VIX (+5%) a quota 23,95 punti.
Si arresta invece la discesa dei rendimenti sul mercato obbligazionario con il decennale governativo che prima scivola al 2,56%, in scia alle tensioni politiche con la Cina, e successivamente rimbalza fino al 2,71%, in rialzo di dodici punti base rispetto alla seduta precedente.
Tra le materie prime il petrolio tenta inizialmente un nuovo allungo ribassista fino a 93 dollari al barile, chiudendo poi invariato a $94.
Si ferma la fase di rimbalzo dei due principali metalli preziosi dopo cinque sedute consecutive di rialzo e l’ennesimo tentativo di allungo nella mattinata frenato, in parte, anche dalla rinnovata forza del dollaro.
L’oro supera di slancio quota 1.800 dollari l’oncia, ma chiude al di sotto in calo di mezzo punto percentuale. Anche l’argento guadagna inizialmente fino ad un punto percentuale sfiorando i $20,5 ma termina in calo del due per cento poco al di sotto dei $20.
Sul mercato valutario il dollaro si rafforza nei confronti della moneta unica risalendo a 1,017.


























