Si riporta l’andamento odierno dei principali titoli internazionali del settore tecnologico e del settore delle telecomunicazioni.
Giornata senza una direzione precisa per i mercati azionari: in Europa, il Ftse Mib arretra dello 0,4%, il Ftse 100 dello 0,1% mentre il Dax avanza dello 0,3%. A Wall Street, il Nasdaq cede lo 0,8%, lo S&P 500 lo 0,4% mentre il Dow Jones è poco sopra la parità.
Per quanto il settore tecnologico e tlc, arretrano i titoli dei semiconduttori dopo le nuove restrizioni statunitensi nei confronti della Cina, che si sommano alle indicazioni deludenti di AMD e Samsung della scorsa settimana, alimentando i timori per l’andamento del comparto.
Le misure introdotte dall’amministrazione Biden includono divieti all’esportazione di alcuni tipi di chip utilizzati nell’intelligenza artificiale e nel supercalcolo, oltre a regole più severe sulla vendita di apparecchiature a semiconduttore a qualsiasi azienda cinese. Inoltre, diverse aziende cinesi sono state aggiunte a un elenco di società “non verificate”, alle quali diventerà più complicato vendere per i fornitori statunitensi. In calo soprattutto AMD (-3,5%) e Nvidia (-3,4%).
Poco mossa Apple (-0,5%) nonostante un rapporto positivo sulle consegne di pc MacBook nel terzo trimestre. L’indagine dell’International Data Corporation ha mostrato che le spedizioni globali di PC sono diminuite del 15% rispetto allo scorso anno a circa 74,3 milioni di unità, guidate da un calo del 27,8% per HP. Apple, tuttavia, ha registrato un aumento del 40,2% per i tre mesi terminati a settembre, con spedizioni in aumento a poco più di 10.000 unità di personal computer Mac.
Wells Fargo ha ridotto il prezzo obiettivo di ASML da 600 a 510 dollari, confermando il giudizio overweight.
Morgan Stanley ha tagliato il target price di Alphabet da 145 a 135 dollari, mantenendo anche in questo caso il rating overweight.
Berenberg ha ribadito l’hold e abbassato il prezzo obiettivo di Vodafone da 135 a 115 pence. Secondo gli analisti, i ricavi dei servizi europei del Gruppo britannico sembrano destinati a diminuire nel terzo trimestre e le pressioni inflazionistiche sui costi dovrebbero protrarsi il prossimo anno, penalizzando gli utili e il free cash flow.

























