Lindbergh – M&A ed economia circolare al centro della strategia di crescita

Il gruppo ha chiuso il 2022 con ricavi e marginalità superiori alle aspettative, grazie al raggiungimento del break even da parte di Lindbergh France e a una politica di salvaguardia dei margini per controbilanciare l’aumento dei costi. Un trend di crescita previsto proseguire anche quest’anno, accompagnato da un miglioramento della redditività in scia agli adeguamenti contrattuali con i clienti per far fronte all’inflazione e al contributo della controllata francese, attesa cominciare a generare utili dopo l’integrazione nel gruppo. Allo sviluppo organico sarà, inoltre, affiancata la strategia di M&A, finalizzata a una sempre maggiore integrazione a valle del mondo dell’assistenza tecnica. Da non dimenticare, infine, le interessanti opportunità nell’ambito dell’economia circolare, con l’obiettivo di fornire ai propri clienti servizi ad alto valore aggiunto nella gestione e smaltimento dei rifiuti.

“Completare il processo di riorganizzazione della controllata francese; proseguire la strategia di M&A in un’ottica di maggiore integrazione a valle; sfruttare le opportunità nell’economia circolare e, più in generale, in ambito ESG”.

Sono questi i punti centrali della strategia di Lindbergh delineati dall’Amministratore delegato, Michele Corradi, per proseguire il percorso di crescita della società ed affermarsi come player di riferimento nella fornitura di servizi di assistenza per tecnici e addetti alla manutenzione.

Lindbergh è un Gruppo attivo in Italia e Francia nel settore MRO (Maintenance Repair and Operations), operando tramite una piattaforma tecnologica di servizi ad alto valore aggiunto rivolti al mercato del Field Operations Management.

La società coordina risorse tecniche e asset operativi dei propri clienti grazie a tecnologie avanzate per l’integrazione di processi sul territorio, apportando significativi benefici sulla produttività dei clienti e riducendo l’impatto ambientale delle loro attività, in particolare in termini di emissioni di CO2.

L’attività è svolta tramite tre Business Unit trasversali, che offrono un ampio portafoglio di servizi: il Network Management (85% dei ricavi totali) prevede servizi quali consegna di parti di ricambio, fornitura dispositivi di protezione individuale (DPI), consumabili, utensili, lavaggio divise, erogati direttamente all’interno dei veicoli di servizio in uso al tecnico manutentore nelle ore notturne; il Waste Management (11% dei ricavi totali), servizio completo di micro raccolta di rifiuti speciali, inclusa la gestione amministrativa dello smaltimento; il Warehouse Management (4% dei ricavi totali), servizio che prevede l’esecuzione di operazioni di stoccaggio e logistica di carrelli elevatori per conto dei clienti.

Il 2022 si è chiuso con ricavi in aumento del 66% a 22,71 milioni, complice il contributo della controllata francese (consolidata a partire da settembre 2021), mentre l’Ebitda ha registrato un +35% a 2,81 milioni.

E per il 2023 il management prevede un ulteriore anno di crescita del fatturato grazie al ramp up di nuovi progetti e all’entrata a regime di nuovi clienti, accompagnati da un miglioramento della marginalità grazie al completamento della ristrutturazione di Lindbergh France e all’adeguamento dei prezzi in scia all’inflazione dei costi.

Il tutto senza contare il contributo di eventuali operazioni di M&A, con una solida situazione patrimoniale e una buona capacità di generare cassa che garantiscono le risorse necessarie a sostegno degli investimenti.

L’Amministratore delegato, Michele Corradi, illustra le priorità strategiche

“Consolidare e sviluppare il mercato francese, proseguire il percorso di integrazione a valle nel core business del Network Management, sfruttare le opportunità in ambito ESG nella divisione Waste Management”.

Sono queste le priorità strategiche individuate dall’Amministratore delegato di Lindbergh, Michele Corradi, per proseguire il percorso di crescita iniziato con l’Ipo del 2021 e dopo un 2022 che ha visto risultati superiori alle aspettative sia in termini di ricavi che di marginalità.

Nonostante uno scenario congiunturale che si conferma sfidante, il 2023 dovrebbe vedere un ulteriore aumento del fatturato, con l’entrata a regime di nuovi servizi e clienti e un miglioramento della redditività, soprattutto grazie alla riorganizzazione di Lindbergh France.

Il tutto senza dimenticare il contributo di eventuali operazioni di M&A, complice anche un business a bassa intensità di capitale che lascia ampio spazio per perseguire opportunità di crescita per linee esterne.

Il consolidamento in Francia

Il primo punto della strategia di Lindbergh riguarda il consolidamento e lo sviluppo dell’attività in Francia, alla luce delle grosse potenzialità offerte dal mercato e con l’obiettivo di riproporre anche oltralpe i servizi erogati in Italia, e che rendono la società un unicum, a cominciare dal business della gestione dei rifiuti.

Il 2022 ha visto il completamento del processo di riorganizzazione e risanamento della controllata francese riuscendo ad arrivare a break even, con un impatto positivo sull’Ebitda per 0,05 milioni, in chiara controtendenza rispetto ai soli quattro mesi del 2021 quando aveva impattato negativamente per 0,35 milioni.

“Ora l’obiettivo è cominciare a generare utili anche in Francia, replicando il modello di business che abbiamo in Italia” spiega Corradi. “Si tratta di proseguire il percorso di rafforzamento della struttura organizzativa, internalizzando alcune attività che per ora sono fatte in outsourcing e continuando ad attrarre nuovi clienti per aumentare i volumi e sfruttare l’effetto della leva operativa”.

Il tutto in un’ottica di ulteriore internazionalizzazione verso nuovi mercati. “Il prossimo grosso target è la Germania, che però è un mercato maturo dove esistono già delle realtà che erogano il nostro tipo di servizi”.

“La presenza di player di grosse dimensioni rende più difficile l’ingresso nel mercato tramite M&A. Stiamo valutando delle partnership con aziende non generaliste già presenti in Germania e che siano molti simili a noi in termine di visione e di strategia”.

Il Network Management

Nel core business del Network Management, invece, Lindbergh intende proseguire il percorso di integrazione a valle per riuscire ad essere in grado di fornire direttamente assistenza tecnica, valutando ulteriori acquisizioni dopo quelle effettuate nell’ultimo anno.

Tale business unit rappresenta il cuore dell’attività della Società e riguarda la vendita ai tecnici manutentori itineranti di servizi e prodotti, forniti tramite consegna notturna direttamente a bordo dei veicoli in uso.

Nel maggio 2022, Lindbergh ha acquisito alcuni asset di Hinet Group Solutions, società focalizzata sull’offerta di servizi di field service management in ambito tecnico e logistico, attiva nel mercato MRO (Maintenance, Repair and Operations) italiano.

In particolare, il Gruppo ha rilevato il ramo che si occupa dell’erogazione di servizi di installazione e assistenza tecnica su attrezzature tecnologiche, servizi le cui funzioni di supporto saranno centralizzate, a partire dal Customer Service sino alla pianificazione delle operations.

“Un’operazione funzionale alla strategia di Lindbergh di incrementare e creare sinergie di business per sviluppare e implementare nuovi servizi ad alto valore aggiunto per i clienti” dichiara l’Ad.

“Il know-how acquisito sarà funzionale alla costruzione di un’offerta di servizi ampia e completa. Sfrutteremo le potenzialità della nostra piattaforma tecnologica per offrire servizi di assistenza tecnica indipendente on-site, molto richiesti dal mercato e per i quali manca, ad oggi, un’offerta veramente solida e consolidata a livello nazionale”.

Lo scorso febbraio, invece, la società ha mosso i primi passi all’interno del mercato della manutenzione degli impianti termici e di condizionamento con l’acquisizione del 52% della Smit Srl.

Operazioni che rappresentano “l’inizio di un percorso che ci vede protagonisti nell’integrare quanto più possibile a valle il mondo dell’assistenza tecnica, ponendoci sul mercato come operatore unico alla luce dell’elevata scalabilità del settore”.

Si tratta, infatti, di un settore molto frammentato “popolato di molteplici piccole operatori qualificati che, in futuro, vorremmo approcciare ponendoci come aggregatori sul territorio”.

Le opportunità nell’ambito dell’economia circolare

La terza priorità riguarda il business del Waste Management, in cui la società vuole spingere sempre di più sulle tematiche legate all’economia circolare e, più in generale, a tutto quello che riguarda l’ambito ESG.

“Anche in questo settore vogliamo porci nei confronti dei nostri clienti come gli unici player in grado di gestire ‘in house’ tutti gli aspetti della gestione dei rifiuti, dalla raccolta al trasporto presso impianti di riciclo per il riutilizzo dei materiali di scarto”.

Un ambito “che riteniamo sarà un tema sempre più centrale nei prossimi anni, alla luce della crescente sensibilità verso questi aspetti da parte dei clienti, soprattutto per quanto riguarda i grossi gruppi industriali” afferma l’Ad.

“L’obiettivo è quello di non essere un semplice intermediario che gestisce la parte amministrativa e logistica, ma diventare un partner che garantisca un valore aggiunto ai propri clienti tramite una gestione certificata dei rifiuti in un’ottica di economia circolare”.

Un business che attualmente genera circa il 20% del fatturato del Gruppo in Italia e che presenta tassi di crescita interessanti e buoni livelli di marginalità, con la società che anche in questa divisione valuterà eventuali opportunità di M&A per accelerarne lo sviluppo.

Uno scenario complesso ma dalle interessanti opportunità

Una strategia ben delineata per far fronte a un quadro congiunturale che si conferma sfidante, anche se, al netto di eventuali venti recessivi, “sembra presentare meno incognite rispetto a un anno fa soprattutto per quanto riguarda le spinte inflazionistiche” sottolinea il Ceo di Lindbergh.

“Nel 2022 ci siamo trovati a dover gestire uno scenario di prezzi che ha registrato sbalzi molto violenti. Anche grazie al rapporto che abbiamo con i nostri clienti, siamo riusciti ad essere molto veloci e reattivi ritoccando i contratti pluriennali che abbiamo in essere, ribaltando a valle l’aumento dei costi”.

Gran parte degli adeguamenti contrattuali necessari per far fronte all’improvviso aumento dei prezzi nel 2022, infatti, sono stati conclusi. “Questo permetterà nel corso del 2023, e per gli anni a venire, di avere aggiustamenti tariffari legati all’andamento dei prezzi, oltre agli adeguamenti automatici delle tariffe legati esclusivamente al prezzo dei carburanti”.

Un tema che rimarrà quindi centrale anche quest’anno e che rappresenta un fattore di rischio, all’interno di un quadro che presenta però anche importanti opportunità di sviluppo per il business di Lindbergh, a cominciare dal fronte ESG.

“La sempre maggiore sensibilità verso i temi della sostenibilità e dell’economia circolare rappresenta sicuramente un’opportunità per noi, dato che rispetto a pochi anni fa anche le piccole e medie imprese si stanno avvicinando sempre di più a tali aspetti e quindi ai nostri servizi”.

“L’altra grande opportunità che vediamo al momento risiede nella difficoltà delle aziende di reperire risorse tecniche specializzate” spiega Corradi. “Una lacuna del mercato che intendiamo colmare tramite il percorso che abbiamo impostato di integrazione a valle di servizi tecnici che mirano a migliorare la produttività, offrendo un valore aggiunto per i nostri clienti e garantendoci una buona propensione alla crescita”.

Risultati oltre le aspettative nel 2022

“Siamo assolutamente soddisfatti dei risultati 2022, sia in termini di ricavi, che hanno superato le nostre aspettative, sia in termini di marginalità, alla luce di quanto successo dal lato delle pressioni inflazionistiche”.

“Lo scorso anno, infatti, è partito con tantissime preoccupazioni, con un quadro macroeconomico del tutto nuovo e prospettive negative legate all’andamento dell’economia e all’aumento dei prezzi” sottolinea l’Ad di Lindbergh.

“Abbiamo cercato si salvaguardare i margini che rischiavano di essere erosi dall’inflazione, attraverso un lavoro incessante con i clienti per adeguare tutte quelle clausole dei contratti che non erano né più attuali, né più sostenibili”.

“La solidità, la salute e la reputazione di un’azienda si misurano in questi momenti, e ne siamo usciti con i nostri clienti. Per questo, e soprattutto quest’anno, sono molto fiero dei risultati ottenuti”.

“Abbiamo superato le nostre aspettative di crescita e di marginalità, siamo riusciti prima del previsto a svoltare in positivo in Francia, consolidando la posizione con i clienti storici e attivandone di nuovi”.

Ricavi in crescita del 66% e buona generazione di cassa

Lindbergh ha chiuso il 2022 con ricavi in crescita del 66,4% a 22,71 milioni, grazie al contributo positivo di tutto le business unit.

In particolare, la BU Network Management, core business del gruppo, è cresciuta del 76,1% a 18,9 milioni, la BU Waste Management (operativa solo in Italia) ha segnato un +14,8% 2,53 milioni e la BU Warehouse Management (operativa solo in Italia) ha segnato un +45,3% a 0,83 milioni.

Da sottolineare che la controllata francese Lindbergh France per l’esercizio 2021 è stata consolidata per il periodo compreso tra settembre e dicembre 2021, mentre per l’esercizio 2022 si è consolidato l’intero anno. Questo spiega in buona parte l’aumento dei ricavi del Gruppo, in aggiunta all’ottima performance della capogruppo in Italia, che ha fatto segnare una crescita del 15,3% rispetto al 2021.

A livello operativo, l’Ebitda è aumentato del 34,8% a 2,81 milioni, con una marginalità al 12,4%, mentre l’Ebit ha registrato un +28,8% a 1,31 milioni, dopo ammortamenti per 1,5 milioni (1,1 milioni nel 2021).

L’esercizio si è chiuso con un incremento dell’utile netto del 22,1% a 0,87 milioni. Sul risultato ha impattato la svalutazione di alcuni fondi di investimento sottoscritti nel 2020 a causa del crollo dei mercati finanziari (in particolare obbligazionari).

Dal lato patrimoniale, l’indebitamento finanziario è aumentato a 3,14 milioni rispetto ai 2,78 milioni al 31 dicembre 2021, dopi un flusso di cassa operativo pari a 2,39 milioni (1,58 milioni nel 2021).

Outlook 2023

Per quanto riguarda l’evoluzione della gestione, per il 2023 Lindbergh prevede un incremento del giro d’affari organico sia in Italia sia in Francia, grazie all’entrata a regime di nuovi servizi e/o nuovi clienti che contribuiranno a far crescere i ricavi del Gruppo.

“Abbiamo una buona visibilità sul nostro fatturato che ci permette di prevedere un altro anno di crescita organica, che mi aspetto a doppia cifra su un 2022 già andato meglio delle previsioni” dichiara Corradi.

L’aumento dei ricavi dovrebbe poi essere accompagnato da un progressivo miglioramento della redditività, grazie all’effetto della leva operativa e, soprattutto, al recupero di marginalità di Lindbergh France, prevista iniziare nel 2023 a contribuire positivamente ai flussi di cassa del Gruppo.

Nel più lungo periodo, inoltre, un ulteriore contributo al miglioramento dei margini potrebbe derivare da una revisione della politica di pricing, volta a valorizzare al meglio i servizi offerti garantendo un maggior valore aggiunto.

“Le modalità di pricing per i nostri servizi le abbiamo sostanzialmente ‘definite’ noi, non avendo un concorrente di riferimento su cui fare un paragone sui prezzi” spiega il Ceo. “Alla luce della recente inflazione dei costi, abbiamo iniziato a ragionare su politiche di pricing diverse, su cui riteniamo di avere delle buone leve per guadagnare qualche punto di marginalità”.

Il boost del M&A

Un’ulteriore spinta alla crescita del Gruppo potrebbe arrivare, inoltre, dalla strategia di sviluppo per linee esterne che, come detto, riguarderà in particolare il core business del Network Management, senza però escludere eventuali opportunità anche nelle altre divisioni.

Dal lato investimenti, infatti, dopo un 2022 in cui la società ha utilizzato le risorse per sostenere lo scale up in Francia e per sviluppare e ottimizzare le piattaforme IT, per il 2023 il focus sarà soprattutto su possibili operazioni di M&A legate allo sviluppo della strategia di internalizzazione delle reti di assistenza tecnica.

Il tutto potendo contare su una buona solidità finanziaria che garantisce le risorse necessarie a sostegno degli investimenti, con un rapporto Net Debt/Ebitda pari a 1,1x nel 2022 e un gearing ben al di sotto dei livelli di guardia pari a 0,6x.

A ciò si aggiunge la buona capacità del Gruppo di generare cassa e un’alta cash conversion, con un flusso di cassa operativo nel 2022 di 2,39 milioni, pari all’85% dell’Ebitda, anche grazie a un business che non richiede un elevato assorbimento del capitale circolante.

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