Mercati – Apertura in calo per l’Europa dopo i verbali FED, Milano a -0,8%

Partenza negativa per le borse europee, con gli investitori che soppesano la prospettiva di ulteriori rialzi di tassi di interesse statunitensi, dopo la diffusione dei verbali del FOMC, oltre che i dati macro e i segnali di debolezza provenienti dalla Cina.

A Milano, il Ftse Mib cede lo 0,8% a 27.948 punti, in calo anche il Ftse 100 di Londra (-0,5%), l’Ibex35 di Madrid (-0,6%), il Cac 40 di Parigi (-0,6%) e il Dax di Francoforte (-0,6%).

In tema di politica monetaria, secondo i verbali della riunione del 25-26 luglio del Federal Open Market Committee, pubblicati ieri, la maggior parte dei funzionari della Federal Reserve ha segnalato rischi “significativi” di rialzo dell’inflazione, segno che potrebbero essere necessari ulteriori rialzi dei tassi di interesse, proprio quando i dati positivi hanno costretto la banca centrale ad abbandonare la richiesta di recessione.

“La maggior parte dei partecipanti – si legge nei verbali – ha continuato a vedere significativi rischi al rialzo per l’inflazione, che potrebbero richiedere un ulteriore inasprimento della politica monetaria”.

Alcuni partecipanti, tuttavia, hanno esitato ad accettare ulteriori rialzi, temendo che l’inasprimento delle condizioni finanziarie dall’inizio dello scorso anno possa “rivelarsi più sostanziale del previsto”.

Si ricorda che al termine della riunione del 26 luglio, il FOMC aveva alzato il tasso di riferimento a un intervallo compreso tra il 5,25% e il 5,5%, il livello più alto degli ultimi 22 anni.

Il sentiment resta peraltro condizionato anche dalle preoccupazioni per il recupero dell’economia cinese, alimentate in questi giorni dalle turbolenze del settore immobiliare, nonostante l’intervento della banca centrale del paese, risultato nella più grande iniezione di liquidità nel sistema finanziario dallo scorso febbraio.

Dall’agenda macro odierna è emerso che a luglio il Giappone ha registrato un deficit commerciale inatteso: la bilancia commerciale presenta un deficit di 78,7 miliardi di yen, contro le attese di un surplus di 47,9 miliardi, dopo l’avanzo di 43,1 miliardi di giugno (rivisto da 43,0 mld).

Inoltre, l’indice sull’attività del settore terziario, elaborato dal Ministero dell’Economia e dell’industria nipponico, ha registrato a giugno un calo dello 0,4% su base mensile, in peggioramento oltre le attese (-0,2%) rispetto al +1,0% del mese precedente (dato rivisto da +1,2%).

Sempre sul fronte macro, nel pomeriggio dagli Stati Uniti sono attesi i dati sulle richieste settimanali sui sussidi di disoccupazione, sulla Fiducia commerciale della Fed di Philadelphia di agosto e il Leading index di luglio.

Sul forex, l’euro/dollaro sale a quota 1,088 e il cambio tra biglietto verde e lo yen scende a 146,3. Tra le materie prime, petrolio in rialzo con il Brent (+0,4%) a 83,8 dollari e il Wti (+0,3%) a 79,7 dollari al barile.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund riparte in zona 171 punti, con il rendimento del decennale italiano al 4,39%.

Tornando a Piazza Affari, nessun titolo in territorio positivo in avvio di contrattazioni, vendite invece in particolare su Nexi e Prysmian (-1,9%), Saipem e Interpump (-1,6%).