Le borse europee accelerano nel pomeriggio mentre Wall Street viaggia debole.
A Milano, il Ftse Mib (+1,1%) torna sopra quota 39mila punti (39.068 punti), preceduto dal Dax di Francoforte (+2,6%), in linea al Cac 40 di Parigi (+1,1%) e seguito dal Ftse 100 di Londra (+1%) e dall’Ibex35 di Madrid (+0,5%). Oltreoceano, il Nasdaq cede lo 0,6%, l’S&P 500 lo 0,3% e il Dow Jones lo 0,1%.
Continuano a tenere banco le questioni geopolitiche dopo che Ursula von der Leyen ha annunciato, per domani, una lettera agli Stati membri sul piano ‘Rearm Europe’. La presidente della Commissione europea ha ribadito la necessità di un “massiccio aumento della difesa” perché una pace duratura “può essere costruita solo sulla forza, e questo significa cominciare rafforzando noi stessi”.
Resta l’attenzione anche sugli appuntamenti della settimana, in vista soprattutto degli annunci della BCE, in agenda giovedì, e della successiva conferenza stampa di Christine Lagarde.
Dall’agenda odierna, è emerso intanto che a febbraio i prezzi al consumo preliminari nell’Eurozona sono aumentati dello 0,5% su base mensile, dopo il -0,3% di gennaio. Su base annua, hanno riportato un +2,4%, rallentando leggermente rispetto al +2,5% del mese precedente, a fronte del +2,3% del consensus. L’indice Core, calcolato al netto dei prezzi di energia, cibo, alcool e tabacco, ha mostrato un +2,6%, come il dato finale di gennaio e superiore alle previsioni degli analisti (+2,5%).
Nello stesso mese, il PMI manifatturiero italiano si è attestato a 47,4 punti, in linea alle attese e al di sopra dei 46,3 punti di gennaio.
Sul forex, l’euro/dollaro vola a 1,049 mentre il cambio tra biglietto verde e lo yen scivola a 150,2. Tra le materie prime, petrolio debole con il Brent (-0,2%) a 72,7 dollari al barile e il Wti (-0,4%) a 69,5 dollari.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund cala a 105 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,55%.
Tornando a Piazza Affari, accelera e resta in vetta Leonardo (+15,3%), al pari del settore della difesa europeo in scia all’intenzione dell’Europa di un riarmo “urgente”. Segue Iveco (+7%) dato il peso importante della divisione Defence per la società, e Unicredit (+2,5%); scivola in coda Amplifon (-1,7%), preceduta da Prysmian (-1,4%) e Saipem (-1,3%).

























