Mercati asiatici – Misti guidati da Hong Kong

Seduta mista per le principali borse asiatiche dopo la chiusura positiva di venerdì a Wall Street.

Shanghai e Shenzhen guadagnano rispettivamente lo 0,2 e lo 0,1%, meglio Hong Kong (+1,1%). Più arretrato il Giappone con Nikkei a -0,2% e Topix -0,5%.

Oltreoceano, il Nasdaq ha terminato a +0,5%, l’S&P 500 e il Dow Jones entrambi +0,1%.

Resta l’attenzione sulle questioni commerciali in vista del prossimo round di tariffe statunitensi in arrivo il 2 aprile. Secondo i funzionari, Trump annuncerà dazi reciproci su larga scala e, per ora, l’amministrazione non sta pianificando tariffe separate e specifiche per settore, come il presidente Usa aveva lasciato intendere.

Il tesoriere australiano Jim Chalmers ha avvertito che l’impatto delle politiche della nuova amministrazione Usa sarà “sismico” sull’economia globale, mentre il premier cinese Li Qiang ha affermato che il paese asiatico è preparato per “shock che superano le aspettative”.

Occhi anche sul vertice di due giorni del governo cinese aperto ai ceo delle big statunitensi che ha preso il via ieri 23 marzo. Secondo il vicepremier cinese He Lifeng, Pechino continuerà ad ampliare l’accesso al proprio mercato agli investimenti esteri, aggiungendo che “l’economia cinese è resiliente, ricca di potenziale e vitalità”.

Dall’agenda macro, in Giappone, a marzo, il PMI manifatturiero preliminare si è attestato a 48,3 punti, in peggioramento contro le attese (49,2 punti) rispetto ai 49,0 punti di febbraio. Il PMI servizi è stato pari a 49,5 punti, in peggioramento rispetto al finale di febbraio (53,7 punti). Il PMI composito è sceso a 48,5 punti dai 52,0 punti di febbraio.

Sul forex, l’euro/dollaro sale a 1,085 e il cambio dollaro/yen a 149,7. Tra le materie prime, petrolio poco mosso con il Brent (+0,1%) a 71,7 dollari al barile e il Wti (+0,1%) a 68,4 dollari al barile.