Mercati – Chiusura negativa per gli eurolistini, Milano -0,2%

Gli eurolistini chiudono in ribasso mentre Wall Street procede positiva dopo le prime ore di contrattazioni.

A Milano, il Ftse Mib ha archiviato le contrattazioni in area 38.973 punti (-0,2%) in calo come il CAC 40 di Parigi (-0,3%), l’Ibex 35 di Madrid (-0,2%), il DAX di Francoforte (-0,1%) e il Ftse 100 di Londra (-0,1%).

Oltreoceano, il Nasdaq guadagna il 2,0%, lo S&P 500 l’1,5% e il Dow Jones l’1,2%.

Resta l’attenzione sulle questioni commerciali in vista del prossimo round di tariffe statunitensi in arrivo il 2 aprile. Secondo i funzionari, Trump annuncerà dazi reciproci su larga scala e, per ora, l’amministrazione non sta pianificando tariffe separate e specifiche per settore, come il presidente Usa aveva lasciato intendere.

Occhi allo stesso tempo sui segnali provenienti dall’agenda macroeconomica, in vista soprattutto del PIL Usa (giovedì) e del deflatore PCE (venerdì), misura dell’inflazione attentamente monitorata dalla Fed.

Sullo sfondo permangono le tensioni geopolitiche in Ucraina, con la Russia che ha ridimensionato le aspettative della Casa Bianca per una rapida risoluzione del conflitto, affermando che i negoziati con gli Stati Uniti “saranno difficili”.

Dall’agenda macro odierna, la stima preliminare di marzo del PMI Manifatturiero dell’Eurozona si è attestata a 48,7 punti, in aumento, oltre le attese (48,3 punti), dai 47,6 punti di febbraio. Il Servizi è sceso, contro il consensus (51,2 punti), a 50,4 punti dai 50,6 punti del mese precedente. Il Composito ha segnato un valore di 50,4 punti, a fronte dei 50,8 punti stimati e dei 50,2 punti di febbraio.

Il preliminare di marzo del PMI manifatturiero della Germania è salito, oltre le attese (47,1 punti) a 48,3 punti dai 46,5 punti della rilevazione finale di febbraio. Il PMI servizi è invece sceso a 50,2 punti, contro le previsioni che davano il dato in aumento a 52,3 punti rispetto al mese precedente pari 51,1 punti. Il composito ha riportato un valore preliminare di 50,9 punti, superiore ai 50,4 punti di febbraio ma inferiore ai 51,2 punti stimati.

Negli Stati Uniti, a marzo, la lettura preliminare dell’indice Pmi Manifatturiero, condotta da S&P Global, è scesa, più delle attese (51,9 punti), a 49,8 punti dai 52,7 punti del dato finale di febbraio. L’indice relativo ai servizi è stato pari a 54,3 punti, in aumento, oltre il consensus (51,2 punti), dai 51 punti della rilevazione precedente. In crescita anche l’indice composito, attestatosi a 53,5 punti dai 51,6 punti di febbraio.

Sul Forex, l’euro/dollaro scende a 1,079, il dollaro/yen sale a 150,5. Tra le materie prime, in rialzo le quotazioni del greggio, con il Brent (+1,0%) a 72,3 dollari e il Wti (+1,1%) a 69,1 dollari.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund scende a 105 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,82%.

Tornando a Piazza Affari, guidano Banca Mediolanum (+2,1%), Telecom Italia (+2,1%), Stellantis (+2,0%), Stmicroelectronics (+1,9%) mentre chiudono in coda Leonardo (-2,4%) seguita da Campari (-1,6%), A2a (-1,6%), Enel (-1,3%).