Terna – Nuovo piano al 2028, record storico di investimenti a 16,6 mld per il core business delle attività regolate in Italia

Nell’aggiornamento del Piano Industriale 2024-2028 si confermano gli obiettivi strategici che Terna, per adempiere al suo ruolo di Transmission System Operator nazionale, dovrà perseguire.

Il Gruppo dovrà abilitare l’integrazione della nuova capacità di generazione rinnovabile attraverso l’espansione dell’infrastruttura di rete, da pianificare e realizzare insieme allo sviluppo dei sistemi di accumulo e all’incremento dell’adeguatezza del sistema elettrico.

Sarà inoltre necessario favorire una maggiore indipendenza energetica del sistema elettrico nazionale. La capacità rinnovabile che verrà installata nei prossimi anni ha infatti anche l’obiettivo di ridurre la dipendenza italiana dalle commodities importate da paesi stranieri.

Terna dovrà anche garantire il servizio di trasmissione dell’energia al Paese, con standard di assoluta qualità in uno scenario sempre più mutevole, nonché assicurare il più elevato livello di sicurezza della rete di trasmissione, sia in termini di protezione degli asset fisici sia di cybersecurity, introducendo innovative soluzioni digitali e tecnologiche per far fronte a nuove sfide. Un obiettivo fondamentale sarà, infine, quello legato all’incremento della resilienza delle infrastrutture, di fronte all’intensificarsi della frequenza di eventi meteorologici estremi.

Pur mantenendo inalterate le linee strategiche di fondo, l’aggiornamento del Piano Industriale 2024-2028 rafforza il concetto di Duplice Transizione – Energetica e Digitale, necessaria a garantire una Just Transition equa e inclusiva per tutti gli stakeholders.

Secondo l’aggiornamento approvato dal Cda, Terna investirà in cinque anni complessivamente 17,7 miliardi, con un incremento di 1,2 miliardi (+7%) nello stesso arco temporale del precedente Piano.

Le attività regolate in Italia continueranno a rappresentare il core business del Gruppo. Terna prevede di investire 16,6 miliardi complessivi nel quinquennio 2024-2028 per sviluppare e ammodernare la rete di trasmissione elettrica nazionale. Si tratta del Piano di investimenti regolati più alto di sempre per Terna con un incremento del 7% rispetto al precedente Piano.

I più importanti progetti infrastrutturali del Piano Industriale 2024-2028 includono il Tyrrhenian Link, l’elettrodotto sottomarino che unirà Sardegna, Sicilia e Campania; il collegamento sottomarino Bolano-Annunziata, fra Calabria e Sicilia, gli elettrodotti a 380 kV Colunga-Calenzano (fra Emilia-Romagna e Toscana) e Chiaramonte-Gulfi-Ciminna (in Sicilia).

Fra i progetti di interconnessione con l’estero sono previsti Elmed, il primo collegamento elettrico sottomarino in corrente continua tra Europa e Africa, che unirà l’Italia alla Tunisia, l’infrastruttura tra Sardegna, Corsica e Penisola italiana (Sa.Co.I.3) e il raddoppio dell’interconnessione tra l’Italia e la Grecia.

Completano il panorama degli investimenti di sviluppo della rete, previsti nel decennio del Piano di Sviluppo 2025-2034, progetti come l’Adriatic Link, il collegamento sottomarino che unirà l’Abruzzo e le Marche, l’elettrodotto in corrente continua Milano-Montalto, che collegherà Lazio e Lombardia passando per Toscana, Liguria e Emilia-Romagna, il collegamento Central Link fra Umbria e Toscana, la Dorsale Adriatica, collegamento sottomarino in corrente continua tra Foggia e Forlì, l’elettrodotto a 380 kV Montecorvino-Benevento (in Campania).

Grazie a tutti gli investimenti previsti, il valore degli asset regolati (Regulatory Asset Base, RAB) crescerà dai 22,5 miliardi nel 2024 a circa 32 miliardi nel 2028, con un tasso di crescita annuo composto (Compound Annual Growth Rate, CAGR) del 9% circa nell’arco di Piano, in miglioramento rispetto all’8% del precedente Piano. A fine 2025, la RAB sarà pari a 24,8 miliardi.

Le Attività Non Regolate contribuiranno a generare nuove opportunità di business grazie allo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative e digitali a supporto della transizione energetica, in coerenza con il core business di Terna.

Si prevede che le Attività Non Regolate apporteranno un contributo all’EBITDA del Gruppo pari a circa 730 milioni cumulati nell’arco di Piano (+22% rispetto al precedente Piano), a fronte di un limitato impegno in termini di investimenti e di un basso profilo di rischio.

Terna conferma l’impegno a mantenere una solida struttura finanziaria che contribuirà a sostenere la crescita degli investimenti e continuerà a garantire un’attrattiva politica dei dividendi. Inoltre, l’impegno costante del Gruppo nell’execution del Piano Industriale e nel conseguimento dei relativi obiettivi economico-finanziari è confermato dal raggiungimento e superamento delle guidance comunicate ai mercati finanziari per i risultati del 2024 che costituiscono una solida base di partenza per conseguire i nuovi target previsti dall’aggiornamento del Piano Industriale 2024-2028.

I ricavi di Gruppo nel 2028 sono previsti in crescita a 5,19 miliardi, rispetto ai 4,60 miliardi del precedente Piano, e l’EBITDA a 3,36 miliardi, rispetto ai 3,25 miliardi del precedente Piano. La crescita media annua (CAGR) nell’arco di Piano sarà di circa il 9% per l’EBITDA. Nel 2025, in particolare, è previsto che i ricavi si attestino a 4,03 miliardi e l’EBITDA a 2,70 miliardi.

La crescita dei risultati operativi si rifletterà anche sull’utile netto di Gruppo che passerà da 1,08 miliardi nel 2025 a 1,19 miliardi nel 2028 (rispetto a 1,10 miliardi previsto al 2028 dal precedente Piano).

Inoltre, dei 17,7 miliardi di investimenti complessivi di Gruppo nel periodo 2024-2028, Terna prevede di investire 3,4 miliardi nel 2025.

La nuova politica dei dividendi introduce un livello minimo (floor) pari al dividendo 2024 (39,62 centesimi di euro per azione) per l’intero arco di Piano Industriale 2024-28 Update, con l’obiettivo di garantire agli azionisti una remunerazione interessante e solida. La nuova politica prevede, nell’arco di Piano, la distribuzione di un dividendo pari al maggiore tra: (i) il valore del dividendo per azione (Dividend Per Share, DPS) 2024 (39,62 centesimi di euro per azione) e (ii) una crescita annua del dividendo per azione pari al 4%, assumendo il 2023 come anno di riferimento (33,96 centesimi).