Prevista partenza in calo per le principali borse europee.
Chiusura ieri in rosso a Wall Street con il Nasdaq a -2%, l’S&P 500 a -1,1% e il Dow Jones a -0,3%.
Sui mercati asiatici, Tokyo ha terminato a -0,7%, Shanghai viaggia a +0,2% e Hong Kong a +0,6%.
Sul sentiment pesano i timori legati alla guerra commerciale dopo l’annuncio di Trump di nuovi “dazi del 25% permanenti su tutti i veicoli prodotti fuori dagli Usa”, a partire dal 2 aprile, ovvero il giorno della “liberazione dell’America” quando scatteranno anche i dazi reciproci nei confronti di 15 Paesi. Le tariffe si applicheranno quindi anche sull’import da Canada e Messico, i due maggiori partner commerciali, legati da un accordo di libero scambio.
Secondo Trump, la Cina potrebbe anche ottenere una riduzione tariffaria al fine di favorire l’accordo su TikTok, aggiungendo che quelli reciproci, che riguarderanno anche l’Ue, saranno “clementi”. Il presidente ha tuttavia avvertito che se l’Unione Europea e il Canada collaborano “per danneggiare economicamente gli Stati Uniti” potrebbero essere soggetti a maggiori dazi.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen ha affermato che “l’Ue continuerà a cercare soluzioni negoziate, salvaguardando al contempo i suoi interessi economici”, ribadendo che “le tariffe sono tasse: cattive per le imprese, peggiori per i consumatori ugualmente negli Stati Uniti e nell’Unione europea”.
Resta allo stesso tempo l’attenzione sulle banche centrali dopo le parole del presidente della Fed di St. Louis, Alberto Musalem, secondo il quale non è chiaro se l’impatto dei dazi sarà temporaneo, avvertendo che gli effetti secondari potrebbero indurre i policy maker a mantenere più a lungo stabili i tassi di interesse.
Ulteriori spunti sono attesi oggi pomeriggio dall’agenda macro Usa con il PIL annualizzato 4Q24 finale, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e le scorte all’ingrosso di febbraio mentre domani l’attenzione si concentrerà sul deflatore PCE, una misura dell’inflazione monitorata dalla Fed.
A Piazza Affari, riflettori sull’automotive dopo i nuovi dazi Usa e su Unicredit nel giorno dell’assemblea che, in sede straordinaria, dovrà esprimersi sull’offerta pubblica di scambio su Banco BPM.