Seduta in rosso per le principali borse asiatiche in scia alla chiusura negativa di ieri a Wall Street.
Shanghai e Shenzhen cedono entrambe lo 0,6%, in linea a Hong Kong (-0,6%) e seguite dal Giappone con Nikkei a -2% e Topix -2,1%.
Oltreoceano, il Nasdaq ha terminato a -0,5%, il Dow Jones a -0,4% e l’S&P 500 a -0,3%.
Sul sentiment continuano a pesare i timori legati alla guerra commerciale dopo il recente annuncio di Trump di nuovi “dazi del 25% permanenti su tutti i veicoli prodotti fuori dagli Usa”, a partire dal 2 aprile, ovvero dal giorno della “liberazione dell’America” quando scatteranno anche i dazi reciproci nei confronti di 15 Paesi.
Inoltre, il presidente Usa ha avvertito che se l’Unione Europea e il Canada collaborano “per danneggiare economicamente gli Stati Uniti” potrebbero essere soggetti a maggiori dazi.
Occhi allo stesso tempo sui segnali provenienti dall’agenda macro in vista soprattutto, oggi pomeriggio, del deflatore PCE , una misura dell’inflazione attentamente monitorata dalla Fed.
Nel frattempo si rileva che a marzo i prezzi al consumo nella regione di Tokyo sono aumentati del 2,9% annuo, leggermente superiori rispetto a febbraio (+2,8%, rivisto da +2,9%). L’inflazione Core ha invece riportato una variazione positiva del 2,4% su base annua, al di sopra delle attese e del dato del mese precedente (entrambi al +2,2%).
Sul forex, l’euro/dollaro scende a 1,080 e il cambio dollaro/yen a 150,5. Tra le materie prime, petrolio in frazionale ribasso con il Brent (-0,4%) a 73,0 dollari al barile e il Wti (-0,4%) a 69,6 dollari al barile.