Mercati – Europa resta negativa nel pomeriggio, Milano -0,8%

Le borse europee restano negative nel pomeriggio con la debolezza di Wall Street.

A Milano, il Ftse Mib cede lo 0,8% a 38.234 punti, in calo come il Dax di Francoforte (-1,1%), il Ftse 100 di Londra (-0,6%), il Cac 40 di Parigi (-0,6%) e l’Ibex35 di Madrid (-0,2%). Oltreoceano, il Nasdaq, l’S&P500 e il Dow Jones flettono dello 0,1%.

A poche ore dall’annuncio dei dettagli sui nuovi dazi da parte di Trump, in programma alle 16 di Washington (le 22:00 in Italia) presso il Rose Garden della Casa Bianca e al quale parteciperà la sua amministrazione al completo, gli investitori restano intenti a valutare l’impatto della guerra commerciale sull’economia globale.

La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha spiegato che “ogni Paese che ha trattato in modo scorretto gli Stati Uniti dovrebbe attendersi dazi”, aggiungendo che le misure saranno “efficaci immediatamente”.

Occhi allo stesso tempo sugli spunti che emergeranno dall’agenda macro della settimana fino a culminare con il report sul lavoro a stelle e strisce in uscita venerdì.

Nel frattempo, gli ordini di fabbrica negli Usa sono saliti, a febbraio, dello 0,6% m/m a fronte di un +0,5% previsto e di un +1,8% di gennaio (rivisto da +1,7%).

Nella stessa area, la stima ADP sull’occupazione ha evidenziato, a marzo, 155mila nuovi posti di lavoro, in aumento, oltre le attese (118mila), dalle 84mila unità del mese precedente.

L’indice MBA sulle richieste di mutui ipotecari statunitensi ha registrato, nella settimana al 28 marzo, un calo dell’1,6%, dopo il -2% della settimana precedente.

Sul forex, l’euro/dollaro sale a 1,082 mentre il cambio dollaro/yen scivola a 149,6. Tra le materie prime, il petrolio torna in leggero rialzo con il Brent (+0,1%) a 74,5 dollari al barile e il Wti (+0,3%) a 71,4 dollari al barile.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-bund si mantiene a 112 punti con il rendimento sul decennale italiano al 3,79%.

Tornando a Piazza Affari, accelera e prosegue in testa Campari (+2,6%), seguita da Buzzi (+0,9%) e Poste Italiane (+0,8%); resta in coda Recordati (-2,6%) con i nuovi dazi pronti a colpire anche il comparto farmaceutico, finora escluso dalle tariffe. Precedono Leonardo (-2,5%), Bper e Mediobanca (entrambe -2,1%).